Passa ai contenuti principali

Dimenticati di Stato. Il sergente Luca Longo presto in Patria. Intanto il Consiglio dei Ministri gli ha conferito la medaglia d'onore per gli internati nei lager

Tra le migliaia di soldati morti, che erano partiti per l’ultima guerra e che non sono mai ritornati, ci sono tantissimi nostri conterranei che ancora aspettano di essere rimpatriati da qualche cimitero di guerra lontano. Ne abbiamo letto i nominativi negli elenchi dei “Dimenticati di Stato” curati dal blogger Roberto Zamboni (http://www.robertozamboni.com/) di cui ci siamo occupati tempo addietro. Un elenco lungo, e spesso le famiglie, oramai dopo decenni di oblio, hanno perso la speranza di poterne riavere le spoglie. A volte, però, basta la determinazione e l’affetto di un familiare per ritrovarli. È il caso di Alessandra Ianni, di Campora San Giovanni (Amantea, Cs), che per caso ha rintracciato lo zio Luca Longo.
«Mentre facevo delle ricerche per i miei studi sui monumenti celebrativi in Calabria, qualche tempo fa, mi sono imbattuta nella banca dati del ministero della difesa, dove è possibile cercare notizie sulle sepolture dei nostri caduti. Così, non ho esitato ad inserire il nome di mio zio, quello zio del quale la mia nonna e la mia bisnonna mi avevano a lungo parlato. Con mio grande stupore ho scoperto che zio Luca aveva avuto una degna sepoltura in terra tedesca, precisamente nel Cimitero Militare Italiano d’Onore di Amburgo».
Il Quotidiano del 2.10.2011 pag. 58
Da qualche giorno, l’impegno di Alessandra Ianni – che a seguito della scoperta ha più volte scritto alle autorità competenti per riavere i resti dello zio - è stato premiato. Ha appena ricevuto notizia dal Consiglio dei Ministri che ha deciso di conferire al Caduto Longo la medaglia d’onore per i cittadini internati nei Lager, alla cui consegna provvederà prossimamente la Prefettura di Cosenza. Per l’arrivo delle Spoglie di Longo, invece, si dovrà attendere ancora qualche settimana.
E così, finalmente, il sergente Longo potrà riposare nel cimitero di Serra D’Aiello, paesino dove era nato nel febbraio del 1914. Secondogenito di  Vincenzo Longo e Filippina Falcone, negli anni ‘30 sposa Adelina Caputo, giovane della vicina Aiello. Dal matrimonio nacque la loro unica figlia, alla quale diedero il nome della nonna paterna. Prima di partire per la Seconda Guerra Mondiale, faceva il postino a Serra d’Aiello, dove aveva comprato casa, con la speranza che quello sarebbe stato il luogo in cui la sua famiglia sarebbe cresciuta. Ma gli eventi andarono diversamente. Nel 1940, lui come altri giovani, fu chiamato alle armi, e dopo l’8 settembre del ‘43 divenne prigioniero dei tedeschi, che lo portarono nel campo di concentramento Stalag IX B (Fallingbostel) nella cittadina di Orteil Hallendorf. Qui trascorse gli ultimi giorni della sua giovane vita, e qui si spense il 18 dicembre dello stesso anno, a soli 29 anni.
«Era appena trascorso il Natale del 1943 – racconta ancora la nipote -quando a casa di mamma Filippina giunse quella tragica lettera che annunciava la morte dell’amato figlio. Dissero che lo zio Luca era morto dopo aver contratto il tetano e aver subito successivamente l’amputazione di un braccio.
Mamma Filippina non si rassegnò mai per il resto della vita. Fino all’ultimo istante della sua esistenza rivolse il suo sguardo dolce alla foto del figlio che aveva sul comodino, piangendo per non aver mai avuto la possibilità di dargli degna sepoltura, e con questo “cruccio” se ne andò via a 95 anni».

Vedi Post precedente

Commenti

  1. La dottoressa Ianni ha poi risolto quella piccola....disputa familiare....restituendo la medaglia ai legittimi eredi?!?!

    RispondiElimina
  2. per favore, ci potete dire se la medaglia d'onore è stata restituita alla famiglia e ai legittimi eredi Longo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve, non siamo a conoscenza, come redazione del blog, di questi aspetti privati, e dunque non sappiamo rispondere al quesito.

      Elimina

Posta un commento

Salve. Grazie per il commento.
Il curatore del Blog fa presente che non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori. I commenti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o contenenti dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy, verranno cancellati.

Post popolari nell'ultima settimana

Madonna delle Grazie di Aiello Calabro 2026. Novena dal 23 giugno · Festa 1 e 2 luglio

Ci sono appuntamenti che non hanno bisogno di promemoria. Arrivano da soli, portati dall’aria di fine giugno, da quella vibrazione sottile che gli aiellesi nel sangue riconoscono prima ancora di nominarla. È la Madonna delle Grazie. E ogni anno, puntuale come il solstizio d’estate, riprende a battere il cuore antico di Aiello Calabro, il paese di collina che per due giorni diventa centro del mondo. Almeno per chi lo ama. Il 23 giugno: inizio della Novena Tutto comincia il 23 giugno, quando la novena di preparazione apre ufficialmente il tempo della festa. Nove giorni di preghiera, di raccoglimento, di attesa crescente. Per chi vive ad Aiello, o per chi vi torna apposta da lontano, la novena non è un semplice rito liturgico: è il conto alla rovescia dell’anima. Ogni mattina ed ogni sera la chiesa si riempie, le voci si uniscono. Gli emigrati lo sanno bene. Quelli che hanno lasciato il paese per le fabbriche del Nord o per i continenti lontani tengono d’occhio il calendario con una preci...

Finissage della mostra documentaria su Pietro Barbalonga all’Archivio di Stato di Cosenza

COSENZA – Lo scorso venerdì 19 giugno 2026, con il finissage della mostra documentaria dedicata a Pietro Barbalonga si è conclusa “Segni di pietra, memorie d’archivio”, organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (4 maggio – 19 giugno 2026). Il convegno conclusivo, frutto della collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, è iniziato con i saluti istituzionali di Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza) e Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro). Era presente e ha portato i suoi saluti anche il direttore dell’Archivio di Stato di Catanzaro, Antonio Paonessa. Tra il pubblico, l’assessore Rosario Branda del Comune di Cosenza e, naturalmente, Olga Terranova e Giuseppe Rocchetta, rispettivamente vicesindaca e assessore del Comune di Aiello Calabro. A seguire, gli interventi speciali...

Convegno conclusivo all'Archivio di Stato di Cosenza: si chiude la sezione documentale su Pietro Barbalonga, ma la mostra fotografica nel chiostro prosegue sino alla prima decade di luglio

COSENZA – Venerdì 19 giugno 2026, alle ore 17:30, l'Archivio di Stato di Cosenza (Via Gian Vincenzo Gravina, 12) ospiterà il finissage della mostra documentaria e scientifica "Segni di pietra, memorie d’Archivio. Pietro Barbalonga grande maestro", dedicata alla figura dello scalpellino e architetto messinese, allestita in occasione del quarto centenario della morte dell’artista (1626–2026). L'incontro segnerà la conclusione del percorso espositivo dei preziosi documenti d'archivio originali, ma ci sarà ancora occasione, sino alla prima decade di luglio, per visitare la mostra fotografica allestita nel chiostro, intitolata "Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura". I lavori si apriranno con i saluti istituzionali di Raffaele Traettino (Soprintendenza SAB Calabria), Maria Spadafora (Direttrice Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore Archivio Diocesano) e del sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore. Il dibattito scientifico, ...