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Manetti, l'Aiellese navigante

Angelo Manetti, che pochissimi conoscono (anche ad Aiello suo luogo natìo), è arrivato tra i primi posti (11°) del sondaggio estivo che ancora una volta il Quotidiano della Calabria ha lanciato sul suo sito web. Il navigatore aiellese ha totalizzato 66 preferenze. A vincere la tenzone, per la cronaca, è stato San Francesco di Paola (179 voti), seguito da Mia Martini (177), Raf Vallone (163), Pino Faraca (124) e via discorrendo.
In molti, dopo che i blog http://brunopino.blogspot.com e http://aiellocalabro.blogspot.com avevano lanciato l’appello a votare l’aiellese, hanno raccolto l’invito e hanno contribuito alla buona affermazione di Manetti come volto rappresentativo della Calabria nel mondo.
Una occasione, anche, per far meglio conoscere il personaggio ai più. Ma vediamo di aggiungere qualche dato.
A parlare per primo del Nostro, a quanto ne sappiamo, è stato lo storico Rocco Liberti che sulle pagine del volume lo Stato di Ajello ci dice che probabilmente il Manetti (secondo la relazione settecentesca del regio tavolario Schioppa, nella chiesa di S. Maria Maggiore esisteva anche una cappella di juspatronato della famiglia) fosse vissuto sul finire della dominazione Aragonese. La fonte della notizia è un antico manoscritto dell’Orlandi, per il quale l'avventuroso aiellese – che pare campò sino ai 112 anni - sarebbe stato un membro della Flotta del Portogallo comandata da Vasco da Gama e delle spedizioni verso le Americhe di Cristoforo Colombo.
La notizia è suffragata pure dallo studioso Giuseppe Pisano il quale sostiene che Manetti, assieme ad Anton Calabrès, amanteano imbarcato sulla Pinta, facesse parte di uno dei viaggi dell’Ammiraglio genovese, non escluso il primo. Una tesi, quella di Pisano, confortata da quanto riportato in una “misteriosa” pagina dell’Orlandi. Pagina però scomparsa dalla maggior parte delle copie in circolazione che tratta proprio della famiglia Manetti molto legata a quella dei Cybo, feudatari delle Stato di Aiello, il cui esponente Giovanni Battista Cybo, poi papa Innocenzo VIII, fu secondo alcuni (vi rimandiamo agli scritti di Ruggero Marino) il vero artefice del viaggio di Cristoforo Colombo.

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