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Cleto, ecco la legge regionale che permetterà la produzione del formaggio di fossa nei silos cletesi





CLETO - Con la pubblicazione sul Bollettino della regione Calabria avvenuta lo scorso 8 novembre, è in vigore la legge 41 sull'utilizzo dei locali geologicamente naturali per la stagionatura dei formaggi. Si conclude dunque un percorso iniziato nel 2014 quando l'associazione Cletarte si fece promotrice della produzione del formaggio di fossa anche a Cleto, paesino la cui storia affonda nel profondo passato e che presenta all'interno del centro storico decine e decine di silos, cavità scavate nella roccia arenaria sul quale l'abitato sorge, una volta utilizzate per la conservazione delle granaglie e di altre derrate alimentari, e probabilmente adatte - anche se questo aspetto si vedrà in futuro con la necessaria sperimentazione - per la infossazione del formaggio.
Domenica scorsa, nei Laboratori comunali di località Pianta, in occasione della presentazione ufficiale della nuova norma regionale, si sono ritrovati il promotore della legge, il consigliere regionale e presidente della I commissione, Franco Sergio, il sindaco Giuseppe Longo quale padrone di casa e Gaetano Cuglietta presidente di Cletarte, assieme all'archeologo Francesco Cuteri, a Renato Brancaleoni, docente di Alma e affinatore di formaggi. Un convegno interessante, moderato da Fabrizia Arcuri, durante il quale si è parlato non solo del veloce iter che ha avuto la legge, la cui modifica alla L.R. 5/2004 era stata sollecitata da Cletarte al Dipartimento dell’Agricoltura, Foreste e Forestazione della Regione Calabria, ma si è parlato soprattutto delle opportunità che questa sperimentazione di stagionatura delle "forme di Petramala" potrà dare al territorio. Va detto che non si tratta di una tradizione del luogo, ma è frutto di una sperimentazione alimentare che si ispira al formaggio di Sogliano, un prodotto caseario che oggi vanta il marchio di denominazione di origine protetta famoso in tutto il mondo, che in collaborazione con associazioni e produttori caseari sarà avviata a Cleto nel prossimo futuro. Preziosa la consulenza e la collaborazione, in questo progetto alimentare, di Renato Brancaleoni di Roncofreddo, esperto conoscitore e affinatore di formaggi di fama internazionale, nonché direttore di Alma Caseus. 
Il pomeriggio dedicato a questo particolare aspetto dell'agroalimentare, al quale hanno partecipato cittadini, produttori caseari interessati al progetto e amministratori locali, si è concluso con una degustazione di formaggi e di vini offerti da produttori calabresi.


Commenti

  1. E' un lungo e paziente processo portato avanti dal 2o14 con tenacia, sacrifici personali dei soci di Cletarte e soprattutto del suo Presidente, Gaetano Cuglietta, e fiducia nelle istituzioni, sposato dall'Amministrazione Comunale di Cleto, oggi coronato da successo grazie alla tempestività con cui l'On.le Franco Sergio ha colto la bontà e l'importanza dell'iniziativa e la capacità che essa ha di contribuire allo sviluppo del territorio locale e regionale. Oggi "Le Forme di Petramala", come le abbiamo battezzate allora, vengono consegnate ai produttori calabresi, che possono farne un prodotto di nicchia ed un marchio da collocare nei mercati locali, nazionali ed internazionali. In questo modo la cultura esce dai libri e si fa progetto di sviluppo economico e sociale; utilizza la conoscenza, che si fa sapere operante, e la consegna all'intera società come patrimonio comune di una collettività. Grazie, on.le Sergio!
    Franco Pedatella

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