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Serra D'Aiello (Cs). Museo di #Temesa chiuso, e parco archeologico pieno di erbacce




SERRA D'AIELLO (Cs) – Il parco archeologico di Cozzo Piano Grande e l'Antiquarium di Temesa sono oramai non fruibili da mesi. E che non siano visitabili ancora a luglio inoltrato, in piena estate, con potenziali turisti in cerca non di solo mare, ma anche e soprattutto di storia e archeologia di cui la nostra terra è davvero ricca, è un dato di fatto. Incontrovertibile.
Anzi non solo non sono visitabili, ma il parco è pieno di erbacce che coprono i segni di un abitato di epoca brettia, in particolare la Casa del Bronzetto (IV sec. a.C.), dove fu ritrovata la statuetta di Herakles conservata nell'Antiquarium serrese.
A segnalare la situazione di incuria, con foto che parlano da sole postate sui social, è stato qualche giorno fa Salvatore Perri animatore del gruppo archeologico Alybas che proprio sino a fine 2015 aveva gestito parco e museo. 
Come si ricorderà, a gennaio scorso, il Comune di Serra d'Aiello, guidato dal sindaco Giovanna Caruso aveva revocato la gestione al gruppo Alybas impegnato in prima linea sin dai primi anni duemila nel progetto di ricerca di Temesa. Una decisione, quella della giunta del piccolo comune, dettata da ragioni di “opportunità e convenienza”, riportate in due delibere dell'8 gennaio u.s., una riguardante il museo con la quale si revocava il protocollo d'intesa del maggio 2007; e l'altra con oggetto il parco, con la quale si disdiceva il protocollo del maggio 2009, entrambe sottoscritte sotto l'amministrazione di Antonio Cuglietta. Le deliberazioni facevano riferimento al dissesto finanziario in cui si trova l'ente a causa del quale il bilancio non può sopportare alcun onere per la gestione e pertanto, l'intenzione dell'amministrazione è quella di “conferire incarico a operatori economici idonei attraverso una manifestazione d'interesse e successivo esame delle referenze, per la gestione e manutenzione ordinaria” del museo e del parco.
La segnalazione del gruppo Alybas, come si può intuire, non è piaciuta molto al sindaco Caruso. L'amministratore alle accuse di immobilismo e di incuria in cui versa il parco, risponderà, così ha annunciato, con un intervento sulla stampa per spiegare le sue ragioni. Intanto, Caruso assicura che sulla prossima gestione il comune non sta dormendo e che i tempi burocratici per accreditamento e manifestazione di interesse sono lunghi. E aggiunge che il comune non ha mai incassato proventi dalla gestione Alybas. 
In attesa di capire di più e meglio dal sindaco di Serra, sappiamo dai ragazzi del gruppo archeologico che sia il museo che il parco, in termini economici, non hanno mai gravato sul bilancio comunale. Anzi, conoscendo le condizioni finanziarie del comune, hanno continuato a pulire, sino all'anno passato, il parco a loro spese.

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