Passa ai contenuti principali

Le forme di Petramala, progetto sul formaggio da stagionare



Dal Quotidiano del Sud 9.10.2014, pag. 31
CLETO – Lo hanno battezzato “Le Forme di Petramala”. Si tratta di un progetto di stagionatura del formaggio cosiddetto di fossa, una tradizione non del luogo, ma frutto di una sperimentazione alimentare, in collaborazione con associazioni e con produttori caseari, avviata qualche mese fa dall'associazione Cletarte, che si ispira al formaggio di Sogliano, un prodotto caseario che oggi vanta il marchio di denominazione di origine protetta, famoso in tutto il mondo. 
Come è risaputo, Cleto, paesino antico e dal caratteristico centro storico, è ricco di cavità scavate nella roccia arenaria sul quale l'abitato sorge. Ve ne sono un po' in tutto il territorio, ben visibili i silos del castello (nella foto), destinati alla conservazione di granaglie e di altre derrate alimentari, di cui si ha notizia anche nelle fonti documentarie del passato.
Dall'osservazione di questa peculiarità, e assimilandola alla storia che ha dato origine al formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena, dove nel periodo medioevale le cavità del castello dei Malatesta furono utilizzate per salvare il formaggio dalle scorrerie dei banditi, è scattata l'idea alla quale l'associazione Cletarte ha lavorato con impegno costante, per mesi, e contando sulla preziosa consulenza di Renato Brancaleoni di Roncofreddo, esperto conoscitore e affinatore di formaggi di fama internazionale , nonché direttore di Alma Caseus. 
L'esperimento di Cleto verrà presentato ufficialmente sabato prossimo, 11 ottobre, nell'ambito della manifestazione “Cleto in fiera”. In particolare, saranno forniti gli esiti della richiesta avanzata dall'associazione, in nome e per conto dei produttori firmatari, al Dipartimento dell’Agricoltura, Foreste e Forestazione relativamente all’utilizzo delle cavità in pietra di origine storica, come accade in altre Regioni d’Italia. 
Il programma prevede, a partire dalla 17, in piazza Aldo Moro, l'illustrazione del progetto a cura del presidente Cuglietta, e a seguire, gli interventi di Renato Brancaleoni; e dei responsabili regionali delle Associazioni di categoria che hanno aderito al progetto: Pierino Maffei (ARA Calabria), Nicola Fiorita (Slow Food Calabria), Mauro D’Acri (CIA Calabria), Pietro Molinaro (Coldiretti Calabria). E ancora; il Sindaco di Cleto Giuseppe Longo, i produttori aderenti e conferenti delle Aziende Agricole: Dedoni di Sqillace, De Tursi di Strongoli, Salazar di Soveria Simeri, Sant'Anna di Amantea, Siviglia di San Demetrio Corona, Grillo di Camigliatello Silano, Agricola Biosila di Acri, Saccà di Roccaforte Del Greco, Schirru di Monte Poro-Joppolo.
Al termine, in una piccola fossa-silos, ci sarà l'attesa degustazione dei formaggi stagionati.

Commenti

Post popolari nell'ultima settimana

Madonna delle Grazie di Aiello Calabro 2026. Novena dal 23 giugno · Festa 1 e 2 luglio

Ci sono appuntamenti che non hanno bisogno di promemoria. Arrivano da soli, portati dall’aria di fine giugno, da quella vibrazione sottile che gli aiellesi nel sangue riconoscono prima ancora di nominarla. È la Madonna delle Grazie. E ogni anno, puntuale come il solstizio d’estate, riprende a battere il cuore antico di Aiello Calabro, il paese di collina che per due giorni diventa centro del mondo. Almeno per chi lo ama. Il 23 giugno: inizio della Novena Tutto comincia il 23 giugno, quando la novena di preparazione apre ufficialmente il tempo della festa. Nove giorni di preghiera, di raccoglimento, di attesa crescente. Per chi vive ad Aiello, o per chi vi torna apposta da lontano, la novena non è un semplice rito liturgico: è il conto alla rovescia dell’anima. Ogni mattina ed ogni sera la chiesa si riempie, le voci si uniscono. Gli emigrati lo sanno bene. Quelli che hanno lasciato il paese per le fabbriche del Nord o per i continenti lontani tengono d’occhio il calendario con una preci...

Finissage della mostra documentaria su Pietro Barbalonga all’Archivio di Stato di Cosenza

COSENZA – Lo scorso venerdì 19 giugno 2026, con il finissage della mostra documentaria dedicata a Pietro Barbalonga si è conclusa “Segni di pietra, memorie d’archivio”, organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (4 maggio – 19 giugno 2026). Il convegno conclusivo, frutto della collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, è iniziato con i saluti istituzionali di Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza) e Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro). Era presente e ha portato i suoi saluti anche il direttore dell’Archivio di Stato di Catanzaro, Antonio Paonessa. Tra il pubblico, l’assessore Rosario Branda del Comune di Cosenza e, naturalmente, Olga Terranova e Giuseppe Rocchetta, rispettivamente vicesindaca e assessore del Comune di Aiello Calabro. A seguire, gli interventi speciali...

Estate Aiellese 2026