Ancora una volta il nostro compaesano Nicola Ianni si è fatto onore presentando la sua seconda fatica letteraria “La maratona della vita”. L’incontro, voluto e curato dal Professore Claudio Cicotti, insegnante di Letteratura italiana, Teatro italiano e Teoria e pratica della scrittura autobiografica presso Université du Luxembourg, si è tenuto nei giorni scorsi alla presenza di diverse persone interessate ed entusiaste di questo piccolo scrigno di ricordi ed #esperienze vissute dal nostro concittadino emigrato giovanissimo all’estero. Un onore per me aver trascritto e curato il testo e soprattutto per il giovane artista aiellese Giovanni Battista Bossio per aver sapientemente saputo interpretare con le matite il profondo pensiero dell’autore sul concetto della vita. Il libro non è distribuito in Italia ma è consultabile presso la biblioteca comunale di Aiello Calabro. Gisa Gudoccio ( post Facebook )
http://www.corriere.it/animali/10_dicembre_14/cane-nave_7f1b171c-07b7-11e0-a25e-00144f02aabc.shtml
RispondiEliminaA FINE DELLA MASCOTTE DELLA JOLLY AMARANTO
E' morto "Athos", il cane che
non ha voluto abbandonare la nave
Si è tuffato dal rimorchiatore sul quale era stato caricato con l'equipaggio per tornare sul cargo ma è annegato
GENOVA - Athos, evidentemente, amava la sua nave più i tutti: la cuccia in sala macchine era la sua casa da cinque anni; con lei aveva già fatto il giro dei porti di mezzo mondo. Era un cane "d'altura" la mascotte della Jolly Amaranto, ormai si trovava meglio in mare che a terra. E' stato lui l'unica vittima dell'incredibile vicenda del cargo italiano, scampato a tre giorni di tempesta in mare aperto, e affondato all'imboccatura del porto di Alessandria d'Egitto. Athos non ha accettato l'idea di abbandonarla e si è gettato in acqua per raggiungerla, ormai arenata sul fondale. Un marinaio si è tuffato per tentare di salvarlo ma non c'è stato nulla da fare.
IL TUFFO DAL RIMORCHIATORE - L'animale, insieme all'equipaggio, era stato sbarcato alle 3 di notte e caricato su un rimorchiatore che seguiva le manovre di soccorso. Per ultimi, come prevede la legge del mare, alle 5:25 anche il comandante ed il primo ufficiale di coperta avevano abbandonato la Jolly Amaranto, ormai inclinata su un fianco di 15 gradi e quindi condannata a restare semisommersa, visto il basso fondale del porto egiziano sul quale si era adagiata. A quel punto Athos, il cane più grosso a bordo delle navi della flotta «Ignazio Messina», cogliendo tutti di sorpresa, ha saltato la balaustra del rimorchiatore e ha iniziato a nuotare in direzione del relitto semisommerso, ma l'alta onda creata dalle eliche del rimorchiatore lo ha fatto affogare. Un marinaio, Pietro De Marco, di Licata, si è tuffato per cercare di salvarlo, ma è stato a sua volta soccorso perché rischiava di perdere la vita anche lui.
14 dicembre 2010