Passa ai contenuti principali

Il vino fa buon sangue. Riuscita la manifestazione di Vin'Ajello, la prima edizione di vini locali organizzata dall'Avis di Aiello e Serra



AIELLO CALABRO – "U vinu assangue", ovvero il vino fa buon sangue. Con le suggestioni di questo binomio di antiche liturgie, si è svolta la prima edizione di Vin'Ajello, concorso enologico di vini locali organizzato dalla sezione territoriale Avis di Aiello e Serra e dal sito web AielloCalabro.Net.
16 i vini prodotti nel territorio comunale che hanno partecipato al concorso, di cui 12 rossi e 4 bianchi. La giuria popolare composta da C. Lepore (sommelier), M. De Pascale, P. Cuglietta, L. Ferraro (Pres. Avis Amantea), e V. Gagliardi, a fine serata ha emesso l'atteso verdetto. Vincitore della categoria dei rossi è risultato R. Chiarello; piazza d'onore per G. Amendola a pari merito con V. Abate. Per la categoria bianchi, invece, vincitore G. Amendola, e F. Chiatto secondo classificato.
La manifestazione, svoltasi in piazza Plebiscito domenica sera, è stata aperta dai saluti della presidente della sezione Avis Leondina Vecchio, che ha annunciato per il prossimo 11 settembre una giornata di donazioni che avverrà come consueto con l'ausilio dell'autoemoteca provinciale; e dall'intervento del sindaco Francesco Iacucci che ha ribadito l'impegno della sua Amministrazione a dotare, al più presto, il sodalizio locale di una sede per le attività di raccolta del sangue. A seguire, gli interventi del Dott. Piercarlo Spataro, consigliere dell'Avis Provinciale di Cosenza; e della dott.ssa A. Garrini, che assumerà il ruolo di direttore sanitario dell'Avis di Aiello e Serra.
Per il pubblico presente non è mancata una piacevole degustazione curata dai ragazzi dell'associazione, di "cullurielli aiellesi", pane casereccio con "olio, origano e aglio" e con le sarde.

Commenti

Post popolari nell'ultima settimana

Aiello Calabro celebra la “Festa della Famiglia” 2026 in ricordo di Suor Maria. Una giornata di condivisione, fede e divertimento in montagna

  Torna l’appuntamento con la comunità e le tradizioni locali. Il prossimo 26 luglio 2026, in località Casellone di monte Faeto, si terrà la “Festa della Famiglia”, un appuntamento di valore sociale e spirituale organizzato in ricordo di Suor Maria, figura indimenticata e da sempre legata a questa ricorrenza. L’iniziativa nasce dalla sinergia tra le principali realtà del territorio: l’ANSPI di Aiello Calabro, l’Amministrazione Comunale, la Pro Loco, l’associazione “Noi Futuro”, il Centro Anziani e la Compagnia Teatrale Aiellese. Una collaborazione corale pensata per offrire a tutte le famiglie un’occasione speciale di incontro, serenità e riscoperta della vita all’aria aperta. Il Programma della Giornata | La giornata prenderà il via fin dal mattino per poi proseguire con un ricco programma di attività: Ore 10:00 – Raduno dei partecipanti in montagna (zona Casellone). Ore 11:00 – Celebrazione della Santa Messa all’aperto. Ore 13:00 – Pranzo conviviale insieme a tutta la comunità. ...

Il Cammino di Tarquinia. Comunicazioni del 22 luglio 2026

  IL CAMMINO DI TARQUINIA Nei mesi scorsi avevamo lanciato la proposta di svolgere il cammino il 26 luglio 2026, giorno dei Santi Anna e Gioacchino (genitori di Gesù). Si tratta di una data fortemente simbolica, che richiama il 26 luglio 1667, quando Tarquinia Ferrise portò le reliquie di San Geniale da Amantea ad Aiello. In alternativa, si era ipotizzato il 25 luglio (San Giacomo). Entrambe le date, cadendo di sabato e domenica, avrebbero garantito una maggiore disponibilità di partecipazione. Tuttavia, le temperature estive attuali sconsigliano vivamente di intraprendere a luglio un percorso di oltre 20 km. Nel 1667, secondo i dati storici e climatologici, le temperature erano decisamente più fresche: tra il 1645 e il 1715 si verificò infatti il cosiddetto Minimo di Maunder all’interno della Piccola Età Glaciale, un periodo di ridotta attività solare che garantiva estati meno torride di quelle odierne. Il tragitto affrontato dagli Aiellesi dell’epoca fu quindi percorso con un cli...

Domenico Roppi, il profilo di un organaro calabrese (1782–1847)

Dalla pagina social di Laghitani nel Mondo postiamo un profilo di Domenico Roppi , originario di Laghitello. L’artista è l’autore di un organo (vedi scheda dei Beni Culturali ), oramai rovinato, che si trova nella collabente chiesa di San Guliano in Aiello Calabro (Cs). Sia l’organo sia soprattutto l’edificio sacro hanno necessità – come chiediamo da almeno 5 lustri – di un restauro conservativo. di Pino Cino Nel 179° anniversario della sua scomparsa si ricorda la figura di Domenico Roppi, tra i più significativi organari attivi in Calabria nella prima metà dell’Ottocento. Attraverso la sua opera contribuì allo sviluppo dell’arte organaria regionale, lasciando una preziosa testimonianza della tradizione musicale, liturgica e artigianale del Mezzogiorno. Nato a Laghitello nel 1782 e morto a San Pietro in Amantea il 20 luglio 1847, Domenico Roppi svolse la propria attività documentata tra il 1828 e il 1845, dedicandosi prevalentemente alla costruzione di organi positivi, strumenti di di...