La rassegna del folklore “Culture a confronto per la Pace nel mondo”, ospitata la notte di San Lorenzo nella cittadina tirrenica, ha portato sulla ribalta di piazza Plebiscito i gruppi folcloristici “Gaskarof” della Russia; “Alma Guarani” del Paraguay; “Luka Spasojevic” della Serbia; “Jasenka” della Repubblica Ceca; e gli italiani “Isola dei Dioscuri” di Isola Capo Rizzuto e “Due Mari” di Catanzaro. Sei compagini che hanno fatto conoscere al numeroso pubblico presente “riti, miti, tradizioni, costumi del mondo, attraverso la danza, il gesto, la musica, il canto, il colore”, entusiasmando per la loro grande bravura. Davvero sopra le righe.
Un incontro tra popoli e culture all’insegna dell’amicizia e della pace per favorire una raccolta di fondi – dopo le iniziative già tenutesi, sempre promosse dalla locale Amministrazione, unitamente alle Suore FSCJ, al Centro Anziani e con la collaborazione della provincia di Cosenza - per la realizzazione del progetto “Un pozzo di solidarietà”, che consiste nella costruzione di alcuni pozzi di acqua potabile in Kenya.
Lo spettacolo, per la cronaca, è stato realizzato con la collaborazione di Roberto Iacobino Team e della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, ente riconosciuto dallo Stato, e con il patrocinio dell’Internazional Organization of Folk Art, dell’Union Internazionale des Federations Groupes Folkloriques e dell’European Folk Culture Organization.
Progetto “Casa funeraria” di Aiello. Come potrebbe essere l’ex Convento degli Osservanti, ricostruito
L’ex Convento immaginato dalla IA, come potrebbe essere Tra rigenerazione urbana, rispetto storico e le potenzialità della tecnologia, ridisegniamo il futuro di un luogo simbolo della nostra comunità, liberandolo finalmente dalle brutture del passato. L’architettura e la storia locale non sono elementi statici da contemplare passivamente; sono organismi vivi che richiedono cura, visione e, talvolta, un pizzico di sana immaginazione. L’ ex Convento degli Osservanti di Aiello Calabro rappresenta uno dei cuori pulsanti della nostra memoria storica e artistica. Custode della splendida Cappella Cybo-Malaspina – autentico gioiello e testimonianza del Rinascimento calabrese risalente al 1597 – questo complesso ha subito nei decenni passati profonde ferite. Tra queste, spicca la parziale demolizione delle sue strutture originarie (le celle dei monaci a sinistra e il chiostro), avvenuta negli anni ’60, che ha compromesso l’armonia d’insieme di un’area così sacra e significativa. Una vis...
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