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San Geniale, a 340 anni dal Suo arrivo ad Aiello

Sono passati 340 anni da quando, nel luglio del 1667, le Reliquie del Santo bambino Geniale (morto da Martire nel 303-304 d.C., a circa 14 anni di età, sotto le persecuzioni di Diocleziano), giunsero ad Aiello Calabro, estratte nelle catacombe di S. Lorenzo a Roma, e concesse al popolo aiellese dal cardinale Alderano Cybo esponente di rilievo del Casato allora feudatario. E come ogni anno - a partire dal maggio del 1668, da quando cioè la Diocesi di Tropea, della quale la cittadina ha fatto parte sino ad alcuni decenni fa, non ha dato il via ufficiale al culto -, San Geniale è festeggiato la prima domenica di maggio (quest’anno il 6).

Oggi, però, rispetto al passato, tale devozione per il santo Protettore, come andiamo dicendo da qualche tempo, almeno per l’aspetto esterno dei festeggiamenti, si è affievolita. Non sono i tempi di una volta, come l’uomo comune potrebbe obiettare. Di quando, per esempio, “Cronaca di Calabria” del 15 maggio del 1924 (anno in cui nella Chiesa di Santa Maria viene consacrata la nuova Cappella dedicata a San Geniale), poteva scrivere che «anche quest’anno la festa del Protettore S. Geniale è stata celebrata con la massima solennità. Anzi possiamo dire – aggiungeva il cronista – che il tempo magnifico – cielo azzurro e gloria di sole – ha reso più attraente la processione; più facile il lancio dei palloni e l’accensione dei fuochi artificiali; più frequentati i concerti mattinali e serotini…». Ed ancora: «degne di nota sono riuscite la illuminazione nella Piazza della Chiesa Matrice e quella a cera a cura del meccanico Aloisio e dell’apparatore Plastina. Ma, sopra tutti, ha voluto recare, anche quest’anno – è scritto nell’articolo –, la sua parola ardente di amore e di fede, ai cittadini aiellesi, S.E. Mons. D. Felice Cribellati nostro amatissimo Vescovo, il quale è stato più giorni ospite graditissimo, col Cancelliere Vescovile Rever.mo can. D. Giuseppe Casaburi, del comm. Solimèna…».

Ora, invece, a parte una breve parentesi in cui negli anni passati l’Amministrazione comunale aveva preso a cuore il rilancio del Culto (non si scordi che in quegli anni fu effettuata da parte della Curia di Cosenza la Ricognizione delle Ossa (fine 2003); e restaurata la statua (aprile 2004) per volere della famiglia Solferino che ha finanziato l’operazione), non si lanciano più i palloni caratteristici, non si fa più il torneo del formaggio e, a parte qualche raro ambulante, non c’è più la fiera. Sono ancora rimaste, per fortuna, le iniziative prettamente religiose come il Novenario (iniziato lo scorso 27 aprile), la Processione il giorno della festa; e quella civile dell’offerta del cero da parte del comune. Ma null’altro. Sarà che non ci sono più le Procure o le Confraternite che curavano quanto riguardava tali solennità, sarà che ad Aiello non c’è una Pro Loco che funzioni a dovere. Eppure, solo pochi giorni fa, un gruppo di Massa Carrara di Italia Nostra (con la cui città condividiamo, assieme ad altri centri, una comune storia feudale, essendo domini della famiglia Cybo-Malaspina che aveva peraltro intercesso, com’è noto, mediante il Cardinale Alderano, con la Santa Sede per la concessione delle Sacre Reliquie del nostro Protettore) ha voluto visitare la cittadina e ricordarci che è importante «far conoscere il territorio e la sua storia perché è attraverso la cultura, l'arte e le tradizioni che la gente ritrova e rinnova il senso di identità e appartenenza».

Il programma religioso prevede, per domenica, le celebrazioni di due messe il mattino nella chiesa di Santa Maria Maggiore, officiate da padre Jean Paul Mujinga e dal Parroco Don Ortensio Amendola; e la Processione della Statua di San Geniale arricchita dalle preziose Chiavi argentee offerte nel 2006 dall’Orafo Pasquale Bruni, lungo le vie del paese con i balconi del centro storico addobbati da damaschi e da coperte di seta.

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