
Un Carnevale tradizionale, quello di Aiello Calabro, che significa “divertimento, trasmissione di tradizioni, di rituali che affondano le proprie radici indietro nel tempo”.
“La farza - spiega Gisa Guidoccio della Compagnia Teatrale Aiellese che ha collaborato con Bruno Chiarello della Proloco – è una rappresentazione scenica del naturale decorso della vita: i riti legati al fidanzamento, il matrimonio, la nascita dei figli, la vecchiaia, la morte. Il tutto corredato dagli imprevisti, dagli equivoci, dai colpi di scena, dall'ironia. (…) Non un evento statico – aggiunge - ma uno spettacolo itinerante portato di volta in volta in giro per le abitazioni dove l'arrivo del gruppo, e quindi l'augurio alle famiglie, è anticipato dal suono dell'organetto e soprattutto dal fracasso provocato dai "vrunzi" ovvero dai campanacci legati alla vita delle Pulcinelle e del Carnevale, personaggi che preannunciano momenti di gioia e allegria. Una festa goliardica che si pone come atto propiziatorio che aiuti l'uomo a superare il periodo della morte, cioè della Quaresima per condurlo alla rinascita e al preludio della primavera”.
L'appuntamento con la “Farza” era per stamattina, sabato 2 marzo, a partire dalle 9 in poi con tappe in diverse frazioni del paese. Domenica 3, dalle 15 in poi, si terrà la sfilata di carri e maschere rivolta ai più piccini, con al termine la replica della “Farza”. Martedì sera, dopo cena, come vuole tradizione, corteo sul corso principale sino a mezzanotte, con premiazione finale del miglior travestimento.
==> Rassegna stampa <==
Commenti
Posta un commento
Salve. Grazie per il commento.
Il curatore del Blog fa presente che non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori. I commenti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o contenenti dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy, verranno cancellati.