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Carnevale Aiellese 2019



Anche quest'anno il Carnevale aiellese c'è!
Da sempre tradizione e divertimento confluiscono in quella che rappresenta la festa più goliardica dell'anno e che ad Aiello Calabro si manifesta attraverso I carri allegorici, le maschere, ma soprattutto grazie alla "farza" evento folcloristico tramandato da generazione in generazione!

Programma
Sabato 02 Marzo
ore 09:00 "Farza De Carnelevaru"
Rappresentazione Itinerante di una Farsa antica
Domenica 03 Marzo - Piazza Plebiscito
ore 15:00 - sfilata carro allegorico "Pippi Calzelunghe"
ore 17:00 - "Farza De Carnelevaru"
Riproposizione della Farsa antica
Angolo fotografico carnevalesco con personaggi vari..
Martedì 05 Marzo - Piazza Plebiscito
ore 21:00 - Sfilata Maschere con premiazione


'A farza di una volta
“A farza 'e Carnelevaru” nei tempi passati si svolgeva nelle campagne aiellesi, casa per casa, “in cambio” di un bicchiere di vino, soppressate o salsicce, pezze di formaggio e uova. Il gruppo era composto da diversi personaggi che andavano in giro in fila uno dietro l'altro. Capofila era Pulicinella. 
«Il suo compito, una volta che il gruppo arrivava nelle vicinanze dell’abitato – spiega Bruno Chiarello -, era di staccarsi e correre, facendo suonare i campanacci che aveva legati alla cintura, fino ad arrivare in una casa e tentare di entrarvi per infilzare “cullu spitu” (punteruolo di ferro a forma di spada) la soppressata che di solito era appesa all’entrata, e ritornare, contento di aver trovato la porta aperta, al gruppo più volte, finché tutti non fossero arrivati». Poi, venivano Carnevale, il secondo della fila. Seguivano due gendarmi vestiti in divisa che fingevano di arrestare Pulicinella e Carnevale per gli scherzi che compivano. E poi la coppia di sposi, tallonata dal prete e dal sagrestano; una signorina ed un giovanotto che dovevano invitare a ballare le persone che incontravano; una donna incinta che aveva il compito di fingere di avere le doglie; il vecchio e la vecchia, che arrivavano ultimi e raccoglievano fasci di legna che trovavano nelle vicinanze dell’abitazione per portarli al focolare, dove finivano per cadere; quindi il dottore che li visitava insieme con l’infermiera; e quindi, il “porta sacco” che ammassava le offerte di cibo, e il suonatore di organetto. Alla fine del giro, si chiudeva la giornata con una grande tavolata, festeggiando fino a notte inoltrata.
Una “farza” che – sostiene Gisa Guidoccio della “Compagnia Teatrale Aiellese - altro non è che la «rievocazione delle fasi della vita in chiave carnascialesca. Il matrimonio (zitu e zita), il parto (fimmina prena), la giovinezza (giovanotto e signorina), il tramonto (u viecchjiu e la vecchjia), insieme agli imprevisti della vita (Carnevale e Pulicinella arrestati dai carabinieri)».

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