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Paesi abbandonati. Un laboratorio dell’Università di Venezia sul borgo di Cleto


CLETO, Cs – Antichi borghi della Calabria, dall’abbandono alla rinascita. Una rinascita a cui stanno lavorando l’Amministrazione locale e l’Università di Venezia che col paesino calabrese, in virtù di un protocollo d’intesa, ha in itinere un laboratorio integrato al quale partecipano diversi studenti della Laurea magistrale in “Architettura per il Nuovo e l’Antico”.
I primi risultati di questo studio sul campo sono stati presentati a Cleto, nella chiesa intitolata a S. Maria della Consolazione. Un incontro al quale erano presenti il sindaco Giuseppe Longo, PierLuigi Grandinetti e Paolo Faccio, docenti dell'Ateneo veneziano, gli ingegneri Gimigliano, Bozzo e Alvaro, promotori e sostenitori della proposta di legge regionale “Prima che Tutto Crolli”, il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea promotore di analoga proposta di legge regionale sui borghi, e poi Fedele Montuoro e Giuseppe Filice, assessore il primo e vice sindaco il secondo; e ancora tecnici come l’architetto Michele Bennardo che ha messo a disposizione dell’Università materiale tecnico e storico riguardante i borghi, oltre che storici ed appassionati dei paesi del comprensorio.
L'Amministrazione cletese, per voce del primo cittadino Longo, ha espresso tutto il proprio compiacimento evidenziando che il progetto di rivitalizzazione deve essere il più aderente possibile alla Carta Europea di Tutela del Patrimonio Architettonico e ha auspicato che il sogno dello sviluppo di Cleto si possa finalmente realizzare. Longo, inoltre, tra gli altri, ha inteso ringraziare l’impresa Coconcelli per avere investito nel piccolo paesino, acquistando oltre trenta unità immobiliari, e per avere intenzione di realizzare strutture ricettive che rivitalizzeranno il borgo e creeranno opportunità anche di lavoro.
Da registrare, per il comune di Cleto, gli interventi dell’assessore Fedele Montuoro, che ha la delega per il centro storico, il quale si è detto fiducioso che tale iniziativa possa rivitalizzare il borgo per 365 giorni l’anno; e del vice sindaco Giuseppe Filice, che ha sottolineato come il progetto sia molto ambizioso e per tale motivo “deve essere inclusivo il più possibile ed aperto ai cittadini, alle associazioni ed a tutti quanti pensano che i centri storici siano una risorsa”.
Del progetto dell’Università veneziana che si basa sul recupero degli antichi borghi della Calabria, che in questa fase riguarda due paesi di Calabria, in condizioni di prevalente abbandono, ossia Cleto e Conflenti superiore, ha parlato dettagliatamente Luigi Grandinetti che è il referente della ricerca. L’idea di partenza, ha spiegato il docente dell’Università veneziana, è che il recupero del borgo, oggi abbandonato, può avvenire valorizzandone il ruolo di centro abitativo, per una nuova comunità, piccola ma stabile, e di centro di attrazione turistica.
I lavori degli studenti, ha precisato, si sono concentrati sulle aree di intervento più significative: il castello, in condizione di rudere, oggetto di recupero come luogo di interesse storico-archeologico ma anche come “agorà”, spazio per eventi, fiere, mercati; la chiesa del Santo Rosario, attualmente priva di copertura, che viene ricomposta come simbolo della comunità di Cleto e luogo di memoria storica; alcuni complessi architettonici a funzione abitativa, denominati “dresde”, come testimonianze di insediamenti antichi, recuperabili come strutture ricettive e/o abitazioni stabili.

Commenti

  1. Cleto " due case e nu furnu " grazie alla amministrazione comunale ma principalmente all'impegno dei pochi tanti giovani , è riuscita a creare una situazione " FAVOLOSA " . Ammirazione per la rassegna Agostana CLETART che ha raggiunto numeri impressionanti per la partecipazione di tante persone , in maggioranza giovani , che affollano e rendono l'unica stradina che porta al castello un alveare di persone tutte compiaciute per il luogo. In quelle tre serate solo cultura- teatro - musica - dibattiti e quasi nullo ( se non il sufficiente) PANINAZZO preparato con mastria da GIOVANNI il mio macellaio di fiducia quando sono ad Aiello . Ad Aiello invece cosa ??? Mangiare- Mangiare - Mangiare .
    Di culturale NIENTE . Tranne invitare , come è stato fatto , UNA TERRORISTA MAI PENTITA OSANNATA da tanti aiellesi , in quella triste serata del 19 Agosto 2013.
    Aiello meriterebbe tanto , ma grazie a pochi si fanno pochissimi eventi. Faccio qualche nome: Camillo - Gisa - e qualche ragazzo che contribuiscono alla riuscita degli eventi preparati dalle persone su menzionate . Il resto solo criticoni e chiacchieratori seduti sui
    " FAMOSI MURETTI " da me chiamati " IL GAZZETTINO DEI NULLAFACENTI E MBRETTULUSI E CRITICATURI ". Concludo plaudendo alla amministrazione e giovani cletesi.

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