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Processo #ValleOlivaInquinata, parlano i testi delle difesa

O Fiumicel, che de l'amate rive /Del patrio nido mio bagni le arene, /Campi fecondi, collinette amene, /Aure salubri, acque sorgenti e vive.

Il brano è tratto dalla poesia dell'Aiellese Francesco Della Valle (XVI-XVII secolo), dedicata alla Sua Patria. Il fiumicel dovrebbe essere l'Oliva che però, non è più quello di secoli fa. Ora necessita, questo nostro fiume, della bonifica. Dalla politica regionale calabrese aspettiamo una decisione ponderata che non può non essere che in direzione del ripristino ambientale dei siti inquinati.
Ad meliora


AMANTEA – Con le deposizioni in aula dei testi della difesa, è iniziata ieri mattina la seconda fase del processo Valle Oliva Inquinata, che si celebra in Corte d'Assise a Cosenza.
A deporre per primo, Mario Spinelli, pensionato delle FF.SS. che abita nei pressi del fiume Oliva dal 1982, e dove ha un pezzo di terra che coltiva. Rispondendo alle domande del legale della difesa Nicola Carratelli, ha detto di non aver mai notato niente di strano circa eventuali operazioni di interramento. Anche l'acqua usata per le coltivazioni, presa direttamente dal fiume, è sempre risultata pulita, come dimostrerebbero le analisi effettuate in alcune occasioni dall'Asp.
Dello stesso tenore, il racconto di Giovanni Pino, commerciante, residente da circa 25 anni a Gallo, frazione del comune di S. Pietro in Amantea, il quale ha riferito di non aver mai notato lavori sospetti di camion riconducibili alla ditta di cui è titolare Coccimiglio, imputato nel processo per disastro ambientale, insieme ad altri quattro proprietari di terreni risultati inquinati.
E anche per Marcello Rizzo, titolare di un terreno alla sinistra idraulica dell'Olivo, e produttore di cipolle (che vantano il marchio di qualità IGP), nulla di anomalo nelle acque utilizzate per l'irrigazione.
Tra i testi convocati, anche alcuni dipendenti della ditta Coccimiglio. Maurizio Giglio, geometra impiegato nell'amministrazione della ditta di calcestruzzi di Amantea dal 2002, ha fornito elementi sui lavori che effettua la ditta Coccimiglio, e ha spiegato che tutti i rifiuti prodotti e gli scarti della lavorazione sono smaltiti regolarmente dalla EcoSistem di Lametia. Informazioni confermate anche da Luigi Curcio che nel silos ubicato nella vallata dell'Olivo svolge le mansioni di impiantista dal 2003. Nessuna attività di camion al di fuori del normale orario di lavoro, per Geniale Cuglietta, che per Coccimiglio da più di 25 anni fa la guardiania notturna degli impianti.
Se la difesa fa il suo lavoro per dimostrare l'estraneità degli imputati ai fatti contestati dalla Procura paolana, rappresentata ieri dai pm Maria Camodeca e Sonia Nuzzo, rimane tuttavia il fatto incontestabile – come hanno dimostrato scientificamente analisi e caratterizzazioni sovrintese da Ispra e Arpacal, nell'ambito delle indagini della Procura di Paola che hanno portato al procedimento in corso - dei diversi siti che presentano materiale inquinante interrato, fanghi industriali, metalli pesanti, materiale radioattivo come il cesio 137, sostanze altamente tossiche per la salute.
Su quest'ultimo aspetto, riguardante appunto salute pubblica e bonifica ambientale, un segnale positivo era arrivato nel corso del recente incontro tenutosi ad Amantea alla presenza di Domenico Bevacqua, presidente della IV Commissione ambiente del consiglio regionale. Bevacqua, come si ricorderà, aveva preso impegni precisi, annunciando una seduta della commissione proprio ad Amantea, con il coinvolgimento dell’Arpacal e i vertici dell’Asp, e attivandosi nel contempo per agevolare le procedure burocratiche per il ripristino ambientale entro un anno. Si attende, inoltre, come auspica fortemente il comitato civico Natale De Grazia, che a breve venga effettuata l'analisi del rischio, operazione immediatamente propedeutica alla bonifica dei siti inquinati.
Intanto, sono state fissate le prossime udienze del processo in Assise, iniziato a luglio 2013, che si svolgeranno il 16 maggio, il 6 ed il 21 giugno, e il 4 luglio.

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