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Processo #ValleOlivaInquinata, slitta l'udienza del processo. E il territorio di #Temesa aspetta ancora la bonifica

COSENZA - L'udienza del processo “Valle Oliva Inquinata”, fissata per ieri mattina (18 settembre) in Corte d'Assise a Cosenza, dopo una breve seduta, è stata rinviata per l'assenza del presidente Garofalo, sostituito da Di Dedda. Avrebbero dovuto essere ascoltati i testi Gianfranco Morelli, della Geo Studi Astier di Livorno, Leonardo Arru e Giancarlo Torri dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), comunque tutti e tre presenti in aula.
La Corte d'Assise - a seguito della proposta di uno dei legali della difesa, di acquisire agli atti la documentazione senza ascoltare i testimoni, accettata dal pubblico ministero della procura di Paola, e dai legali delle parti civili - ha poi fissato la prossima udienza, che servirà esclusivamente per la consegna delle relazioni testimoniali, al 23 settembre; mentre il regolare dibattimento riprenderà il 6 ottobre.
Il processo che si celebra a Cosenza, iniziato a luglio 2013, vede imputati per disastro ambientale l'imprenditore Coccimiglio di Amantea ed altre 4 persone proprietarie dei siti risultati inquinati.
Anche questa volta, non è stato possibile ascoltare dalla viva voce dei tecnici il racconto delle risultanze delle operazioni di caratterizzazione dell'asta fluviale dell'Olivo, che come sappiamo hanno evidenziato un inquinamento molto forte dei siti esaminati. Non dimentichiamo che nel sottosuolo della vallata sono stipati almeno 160 mila metri cubi di sostanze nocive e pericolose per la salute pubblica.
Una terra ricca di storia e di emergenze archeologiche di grande interesse, quella dell'antica #Temesa, che meriterebbe altra e migliore sorte. E che attende ancora la bonifica ambientale, per la quale, secondo stime dell'Ispra, sono necessari circa 21 milioni di euro.
Sarebbe ora che i decisori politici regionali prendessero a cuore la questione.
Rassegna stampa

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