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Belmonte Calabro. Le meraviglie del fiume Veri

La formula è vincente, pertanto non si cambia. È proprio questo lo spirito con cui gli Attivisti del WWF e di altre Associazioni hanno deciso di riproporre l’Escursione nel Fiume Veri di Belmonte Calabro. Un tesoro rimasto a lungo nell’ombra ma che dal 1996 e riuscito a trovare la luce grazie alla proposta di Parco Fluviale del WWF, proposta dalla quale gli amici del Panda non intendono desistere. Quest’anno – sulla scorta del successo registrato nelle edizioni degli anni precedenti – la formula si arricchisce, a dare manforte agli ambientalisti arrivano anche altre Associazioni del comprensorio amanteano.
«Le meraviglie del fiume Veri» convincono tutti i partecipanti, già nell’illustrazione del Seminario tenuto la mattina al C.E.A.M. dal Biologo Marino e ricercatore presso il CNR di Cosenza dott. Nicola Cantasano nonché Resp.le Scientifico del CEAM erano emerse tutte le peculiarità di questo corso d’acqua che da Monte Cocuzzo finisce per tuffarsi in mare dopo un percorso di circa sette chilometri – durante i quali salti, cascate e gole spettacolari - il tutto contornato da una vegetazione di fondovalle fatta di ontani che con la loro maestosità offrono una frescura straordinariamente piacevole. Ad illustrare le attività della giornata il Resp.le del CEAM, a seguire un saluto del Responsabile dell’AUSER di Amantea.
Quindi l’organizzazione, invita tutti i presenti a seguirli per portarsi in località Parte ed inizia l’Escursione. Già dopo poche decine di metri si sente mormorare (che bel posto, che frescura, ma è straordinario!) non avete visto ancora nulla rispondono gli organizzatori. Si arriva in uno spazio preventivamete decespugliato dove all’ombra di alberi bellissimi è stata improvvisata una cucina da campo: su treppiedi di ferro battuto tre grosse pentole in rame (quadare), in una è in preparazione il suffritto di guanciale e pomodoro fresco, nell’altra è in preparazione l’acqua per la pasta e sotto l’ultimo treppiedi arde il fuoco per una possibile improvvisazione a fantasia del gruppo cuochi – l’atmosfera, per quelli che la ricordano, è quella dei matrimoni fatti in casa di una volta. Il gruppo inizia l’escursione che li porterà al mulino di Pulibio, il percorso è tortuoso si cammina molto con i piedi in acqua, nei punti più critici vengono montate delle corde a cui aggrapparsi per evitare scivoloni in acqua, si arriva nello stretto del gambero e tutti, telefonini e fotocamere alla mano cercano di immortalare la straordinarietà dei luoghi, una natura incontaminata ed un paesaggio davvero suggestivo (Non sembra di essere a Belmonte). Siamo alla cascata sotto il mulino, lo scrosciare della cascata si mischia al vociare di adulti e bambini, tutto è straordinario e la tentazione di un bagno sotto la cascata è veramente forte, due temerari Franco e Fabrizio si buttano altri si avvicinano, si bagnano ma poi desistono. Il percorso al ritorno viene fatto con tranquillità, godendosi lo spettacolo della natura, di tanto in tanto si formano dei gruppetti di persone attorno agli organizzatori che danno spiegazioni relative alla loro proposta di Parco, un Parco da vivere con la comunità residente, che magari andrebbe a creare pochi posti di lavoro, ma sicuramente creerebbe una vivacità territoriale con conseguente aiuto al reddito delle famiglie che quei luoghi li vivono.
La zona pedemontana composta dalle frazioni Salice, Spineto e Palombelli borghi con caratteristiche di ruralità ben conservate di pregio e poi Vadi e Santa Brbara, borghi testimoni di una realtà contadina che ci è appartenuta e ci appartiene tuttora. Un territorio naturalmente votato al turismo di nicchia, che valorizzerebbe l’intero paese creando opportunità per i ostri giovani. Tornati a valle al termine dell’escursione gli esperti in torrentismo dell’Associazione Krokicio di Verbicaro hanno dato a tutti la possibilità di raggiungere la vetta di alberi di alto fusto con l’ausilio di corde e di attraversare da un versante all’altro il fiume su un ponte di corde per la felicità dei bambini ed il compiacimento degli adulti. Quindi arrivano due ceste in vimini colme di pane caldo appena sfornato ed affettato che verrà degustato con alici salate, olio, aglio, origano e pomodori di Belmonte ad insalata con cipolle di Tropea e qualche fetta di sopressata paesana. Ma il gruppo cucina è pronto per scolare la pasta che viene deposta in una majlla di legno e condita, quindi in rigorosa fila indiana si ritira l’abbondante porzione. Dopodiché anguria e melone che nel frattempo erano state messe al fresco nel fiume e poi dolci di ogni genere. Oltre alla Natura a fare da sottofondo la chitarra dell’amico “Ciccio Grassullo”. Sono circa le 17,00 quando si chiude la giornata nel Veri, tutti i membri delle varie Associazioni sono stanchi ma soddisfatti, in fondo chiediamo solo di tutelare questo patrimonio naturale che è il Fiume Veri, farne una opportunità per tutti, continueremo ad essere un pungolo continuo con tutte le Amministrazioni che ci saranno al pari di come lo siamo stati con quelle che ci sono state.
A sottolineare il legame del progetto al territorio anche il fatto che non possiamo più sentire parlare del Parco Fluviale del Fiume Veri solo nei programmi elettorali di tutte le compagini che si sono presentate fino ad adesso, basterebbe una delibera che, finora, nessuna Amministrazione ha inteso proporre con entusiasmo e realizzare un parco fluviale comunale, un primo passo di tutela che diventa una scommessa che Belmonte ed i belmontesi non possono permettersi di perdere, almeno fino a quando non ci saranno proposte alternative di eguale valenza.

P.S. Un ringraziamento da parte degli Attivisti WWF a tutte le Associazioni e cittadini che hanno partecipato.

Belmonte Calabro, 22 luglio 2013

Il Rep.le del CEAM WWF “Scogli di Isca”
Francesco Saverio Falsetti

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