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Ambiente, Bene Comune...


AIELLO CALABRO – Come mai il comune di Aiello Calabro non si è costituito parte civile al processo aperto in Corte d’Assise a Cosenza relativo all’inquinamento nella vallata dell’Oliva? La domanda del presidente del Comitato “De Grazia”, Gianfranco Posa, al sindaco Iacucci, che nel suo intervento al dibattito “Ambiente, Bene Comune” tenutosi ad Aiello, si era soffermato sulla vicenda, ribadendo la propria critica alle conclusioni dell’inchiesta - era un interrogativo che nella comunità si sono posti tutti.

Il primo cittadino del paese nel cui territorio ricade la maggior parte di terreno inquinato, e che proprio per tali motivazioni era stato individuato dalla Procura di Paola che ha condotto l’inchiesta, come parte lesa, ha poi motivato la sua scelta di non costituirsi parte civile, come invece hanno fatto gli altri comuni (Amantea, Serra, e S. Pietro), il ministero dell’Ambiente, la regione Calabria, ecc. «Sono convinto – ha detto testualmente - che l’esito delle indagini non sono un esito che corrisponde alla realtà. E che gli imputati nel processo non sono responsabili dell’inquinamento nel fiume». Per il sindaco, tutta l’indagine è stata «un fallimento». «La Procura – ha sostenuto Iacucci - è partita da una ipotesi senza provarla».
Una decisione, quella del sindaco, peraltro non presa né assieme alla giunta, né discussa in Consiglio comunale, che origina molte perplessità. Al di là della fondatezza o meno dell’impianto accusatorio nei confronti degli attuali imputati, che avranno modo di difendersi nel corso del processo, non bisogna dimenticare che nella vallata c’è un grave inquinamento da sostanze nocive per la salute pubblica, comprovato dalle analisi scientifiche condotte da Arpacal ed Ispra. È bene ancora ricordare che, proprio l’ultima integrazione dell’aprile scorso alle analisi Ispra, circa la valutazione del danno ambientale, ha confermato la pericolosità dell’inquinamento (idrocarburi, metalli pesanti) per la quale si attende una bonifica dei luoghi non più rinviabile (costo previsto circa 21 milioni di euro), ed ha appurato l’avvelenamento delle acque di falda.

«In particolare – è scritto nella relazione Ispra a pag. 3 -, le acque sotterranee prelevate nei piezometri localizzati nelle aree Foresta e Carbonara hanno evidenziato, nel 2010, elevate concentrazioni di solfati e ferro e, nel 2011 (in particolare presso località Foresta), elevate concentrazioni di tricloroetano (cloroformio), tricloroetano, arsenico e ferro. La contaminazione è tale – evidenzia l’Istituto del Ministero dell’Ambiente - da escludere la possibilità di utilizzare la risorsa per il consumo umano ed a fini irrigui o zootecnici».

L’incontro, comunque, verteva anche sulla presentazione della legge regionale “Rifiuti Zero” e sulla raccolta di firme a sostegno della proposta di cui ha parlato ampiamente Flavio Stasi componente della campagna Legge Rifiuti Zero. Si è discusso pure – relatore Francesco Saccomanno del comitato Bruno Arcuri -  della questione della acqua pubblica e della proposta di legge a sostegno della quale lunedì scorso sono state consegnate in consiglio regionale 11 mila firme. Un dibattito durato qualche ora, moderato da Danilo Amendola di AielloCalabro.Net, che ha raccolto l’interesse di tanti, venuti un po’ da tutto il circondario.

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