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Carte di Natale 2012. Presepi e carte natalizie in mostra. Inaugurata l'esposizione a Cosenza nel Chiostro del Complesso monumentale di San Francesco di Paola. Tra i documenti antichi, due sul culto dell'Immacolata, originariamente custoditi ad Ajello

COSENZA - Tra le tante Natività, realizzate dai soci dell'Associazione nazionale Amici del Presepio, Sezione di Cosenza, i Santini della collezione Guzzardi, e le cartoline di auguri a tema natalizio, nella Mostra allestita nel Chiostro del Complesso monumentale di San Francesco di Paola, a Cosenza, sede dell'Archivio di Stato, sono esposti alcuni documenti antichi di grande interesse storico, provenienti dallo stesso archivio, sulla devozione popolare per l'Immacolata Concezione e sulle tradizioni natalizie.
Quelli che destano maggiore curiosità sono due documenti, che erano inseriti in un libro notarile tardo seicentesco del notaio Giovan Angelo Inserra di Ajello, riguardanti il ruolo dell'Immacolata Concezione nella vicenda della  pestilenza  del 1656  in  provincia  di  Cosenza. Nel primo, un opuscolo stampato dalla tipografia Moio e Russo di Cosenza, del 1659, si parla del voto solenne in onore dell'Immacolata, con sonetti e ottave, composto dal sindaco e mastro giurato della Bagliva di Carpanzano, Giovanni Maria D'Adamo, per essere stata la città risparmiata dal contagio della peste. Nel secondo, del 14 dicembre 1657, un manifesto a stampa sempre della tipografia Moio e Russo, il protonotario apostolico Tango riferisce di un episodio miracoloso negli anni della pestilenza (1656-7), avvenuto a Cosenza. In seguito a tale evento - legato alla figura di padre Scalzo, francescano dei Minori  Osservanti, aventi la propria dimora nel Chiesa-Convento di San Francesco di Assisi - verrà poi rinnovato il voto della città all'Immacolata Concezione.
Tra le altre carte esposte custodite nelle teche lungo il corridoio, una curiosità del periodo fascista. Si tratta di una disposizione governativa ai Prefetti, circa il divieto di utilizzare alberi di Natale per adornare sale o appendervi giocattoli o pacchetti. «Il Fascismo - è scritto nella scheda dell'Archivio - è contrario a tale usanza, introdotta in Italia per spirito di imitazione di tradizioni nordiche, in sostituzione del Presepio, tipico della tradizione italiana. Anche alle direzioni dei giornali - spiega ancora la scheda - è fatto assoluto divieto di fare cenno all'usanza dell'Albero di Natale».
La mostra inaugurata lunedì 10 dicembre mattina, curata da Aiap e Archivio di Stato, resterà aperta sino al 16 dicembre (da lunedì a giovedì, 9.30-13 e 15.30-19.30, venerdì e sabato 9.30-20, e domenica 16 dicembre - per “Carte di Natale”, il progetto nazionale di apertura straordinaria - Presepi e carte natalizie in mostra - dalle 8.30 alle 20).

Per informazioni 0984791790 - E-mail: as-cs@beniculturali.it

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