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Aiello. A.A.A. Cercasi Pro Loco




In televisione, negli anni '80, c'era l'attore Renzo Montagnani che interpretava un parroco toscano. Si chiamava don Libero, poi ribattezzato don Fumino per il suo «Eh, io son fumino, se 'un le dico mi sento male!». Un po' mi ci ritrovo in questa impazienza di dire, per migliorare, secondo il mio modo di vedere, la realtà in cui vivo. Il più delle volte, lo so, mi rendo antipatico. Non me ne vogliate. Ma in fin dei conti, poco importa. Oggi mi è venuto in mente che, nonostante le battaglie degli scorsi anni, per risollevarne le sorti, c'è una Pro Loco che non c'è. Eccetto che per la buona volontà di alcune ragazze che si prodigano nella realizzazione dei palloni di S. Geniale, l'encefalogramma dell'associazione turistica locale risulta irrimediabilmente piatto. 
La convocazione  del 30.03.12
Dall'ultima comunicazione (qui quella precedente di ottobre 2011) in cui si convocava l'assemblea dei soci per il 30 marzo - poi non tenutasi perché i soci convenuti erano meno delle dita di due mani, e per il fatto che la sede che fino ad allora era in uso all'associazione era chiusa nonostante la richiesta formale avanzata al comune - non se ne è saputo più nulla. Come si fa a sapere quale sarà il suo destino? A chi chiedere? C'è un presidente in carica? Un reggente? Confesso di non saperlo, sebbene lo scrivente sia socio attuale e fondatore (atto notarile del 1998). Chi sa, parli ora.
"Purtroppamente", la storia della Proloco non è stata lineare da quando è stata fondata. Vi ricordate? Era il 1980, credo. Ha avuto i suoi momenti alti; e quelli bassi. Non farò la storia, ché poi i post lunghi non li leggete. Dirò solo che, dopo un periodo di inattività (escluse alcune iniziative di buon livello, come quella del Casellone, e ne rendiamo merito al presidente Magli), nel 2008 si riuscì ad eleggere i nuovi organi sociali. 
Ma si partì, per tante ragioni, col piede sbagliato. Non mi dilungherò. Dico solo che si violò lo Statuto vigente e che scrissi all'Unpli e alla Provincia di Cosenza per protestare e far annullare le elezioni (qui il post). Mi risposero dall'Ente Provincia, che vigila per legge sulle associazioni turistiche (non il responsabile che si occupava delle Proloco che sapeva che avevo ragione, ma un'altra dirigente), che era - sintetizzo - "tutto a posto". Bene. Il passato è passato. Andiamo avanti.
A distanza di qualche anno, però, dopo qualche timido tentativo, e con poca collaborazione da parte della locale amministrazione - almeno questo è quello che hanno più volte lamentato i membri del defunto consiglio direttivo - ritorniamo al punto di partenza. La Pro Loco non funziona e nemmeno i cittadini della nostra comunità se ne interessano, né sono propensi ad impegnarsi personalmente. Tant'è che da più o meno 140 soci, rastrellati sotto elezioni amministrative (tra i diversi orientamenti facevano a gara a chi ne tesserava di più), oggi, come detto, non siamo che una decina. Mmah (poi commentate voi, sivuplè).
Tagliamo corto. Batta un colpo se qualcuno sa qualcosa in più e se ha qualche idea di che fare. Facciamo una bella respirazione bocca a bocca? Oppure procediamo con le esequie?


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