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Assolto il giornalista ambientalista Francesco Cirillo dal reato di diffamazione. Era stato querelato dalla Società Messina

Riceviamo e pubblichiamo
Il Tribunale di Paola, giudice per l’indagine preliminare Carmine De Rose ha archiviato la richiesta fatta dalla società Messina contro il giornalsita ambientalista Francesco Cirillo per un articolo pubblicato sul sito www.sciroccorosso.org nel 2009. Nell’articolo Francesco Cirillo ripercorreva la storia delle navi a perdere a seguito della richiesta di archiviazione che il Pm Francesco Greco aveva fattto nel 2009, lamentandosi per tale richiesta, che ad avviso di Cirillo non era suffragata da prove certe e sperando che tale richiesta di archiviazione venisse respinta. La società Messina, proprietaria della motonave Rosso che nel 1990 si spiaggiò sulla spiaggia di Formiciche si sentì diffamata e querelò il giornalista in base all’art. 595 comma 1 e III. Il Pm Antonella Lauri già il 7 agosto del 2010 aveva disposto per l’archiviazione, verso la quale la società Messina produsse opposizione e chiedendone il rinvio a giudizio per Francesco Cirillo.
Francesco Cirillo è difeso dall’avv.Natalia Branda, la quale si è ritenuta completamente soddisfatta dalla sentenza del giudice Carmine De Rose GIP del Tribunale di Paola. Nella sentenza il giudice De Rose scrive a proposito dell’articolo che lo stesso “ abbia un contenuto in prevalenza valutativo (negativamente) ed illustrativo dei vari approcci succedutisi, in una prospettiva diacronica e storica, attorno alla vicenda della nave spiaggiatasi in località “Le Formiciche” di Amantea nel lontano dicembre 1990 e si sviluppi nell’ambito di una polemica intensa e salace sull’operato delle Istituzioni tutte, addicendo a base delle proprie teorie e dei propri ragionamenti gli indiscussi ed indiscutibili elementi contraddittori emersi nell’ambito delle varie inchieste, giudiziarie e di Commissione Parlamentare, aperte nel corso del tempo, inferendone conclusioni in alcuni tratti fin troppo ardite ed al limite della temerarietà, ma suffragate, nella loro visione criticistica, da rilevanti circostanze fattuali, di cronaca e di evidenza giudiziaria che non possono ignorarsi da alcuno". Ed ancora a proposito dello scritto il GIP Carmine De Rose scrive: Il testo dell’articolo appare sì diretto a ribadire con forza le proprie tesi, contrapposte in alcuni tratti alle versioni ufficiali, ma lo fa, a parere di questo Giudice, senza trascendere in attacchi personali finalizzati all’unico scopo di aggredire la sfera morale della dirigenza della società armatrice della motonave; invero l’integrale contenuto del documento, unitariamente considerato, rientra nell’alveo della già menzionata scriminante del diritto di critica che fra l’altro, a differenza di quanto si verifica con riguardo al diritto di cronaca (pure correttamente esercitato dal Cirillo per larghi tratti dello stesso articolo), non richiede una formulazione riferita a precisi dati fattuali (cfr. Cass., Sez. V°, 20.03.2007 n. 116626).
Piena soddisfazione, per l’avvenuta archiviazione viene dal giornalista Francesco Cirillo che dichiara : "Intanto devo ringraziare l’avv. Natalia Branda che come al suo solito ha dimostrato grande professionalità e conoscenza diretta della materia del reato di diffamazione. La società Messina ha subìto l’ennesima sconfitta in questo campo, dopo l’archiviazione fatta dal Tribunale di Genova ai membri del “Comitato Natale De Grazia” di Amantea. L’arroganza di questa società nei confronti di quei giornalisti che ancora vogliono e cercano la verità su quanto avvenuto in quella tragica notte del 13 dicembre del 1990 ha subito un enorme stop. Io spero ancora che si possano riaprire, anche alla luce di nuove testimonianze raccolte nell’ambito della Commissione sui rifiuti presieduta dall’on. Gaetano Pecorella, tutte le inchieste che validi magistrati hanno fatto negli anni passati sul traffico dei rifiuti tossici e sulle navi affondate nei mari del mediterraneo ed accertate una per una dalle Capitanerie di Porto e dai nuclei della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, così come spero che le dichiarazioni del pentito di mafia Fonti possano di nuovo essere prese in considerazione affidando le ricerche a navi oceanografiche dotate di tecnologie moderne atte a monitorare e studiare metro per metro i fondali del nostro mare. Grazie a questo processo ho avuto modo di poter consultare tutta l’indagine relativa alle “navi dei veleni” nel mare della Calabria fatte sin dal 1987 dalle procure di Reggio Calabria e di Paola , e posso dire con documenti alla mano che in questa enorme inchiesta ci sono tutte le prove e non solo gli indizi sul traffico di veleni avvenuto in quegli anni. Prove suffragate dalle indagini fatte dal capitano Natale De Grazia e da tutto il pool che per anni ha seguito passo passo i movimenti delle navi in partenza dai porti di Genova e La Spezia e dirette ufficialmente in Libano o in Somalia, dove spesso mai giungevano perdendosi in misteriosi naufragi o improbabili sparizioni”.
LEGGI IL TESTO COMPLETO DELLA SENTENZA DEL GIUDICE TRIBUNALE DI PAOLA CARMINE DE ROSE E ARTICOLO INCRIMINATO.
Francesco Cirillo

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