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Archeologia. Alla scoperta dei misteriosi resti di Santa Lucerna

Domenica 5 giugno, con appuntamento alle ore 9.00 a Potame, inizia l'escursione storico-naturalistica al Monte Santa Lucerna, in territorio di Grimaldi, le cui alture celano ancora uno sconosciuto sito archeologico, ultimo dei tanti misteri che ancora affascinano le montagne e la storia della Calabria. La sua posizione è indiscutibilmente strategica e dominante. L'edificato si nasconde alle spalle del baluardo montuoso, spoglio cocuzzolo dell'entroterra calabrese proteso verso il mare, a discreto controllo di una larga porzione di territorio e di un vasto tratto di costa.

Per la potenziale importanza che il sito potrebbe rivestire, non solo per quanto riguarda la parte geo-naturalistica ma anche per l'aspetto storico-archeologico, i ricercatori Gaetano Osso, Gioacchino Lena, Amedeo Brusco e Nicola Paoli hanno condotto uno preliminare studio, presentato in occasione del Convegno Nazionale sul Patrimonio Geologico di Aprile 2010 a Sasso di Castalda (PZ).
Infatti l'escursione sarà articolata in 2 sezioni: quella geologico-naturalistica, guidata dal prof. Lena (presidente dell'Istituto per gli Studi Storici e vicepresidente nazionale Sigea) e dal geologo Osso (dell'Arpacal), e quella storico-archeologica, in cui le ricerche storiche, condotte dal dott. Sergio Chiatto, saranno divulgane per l'occasione. È inoltre prevista la presenza della dott.ssa Rossella Agostino, della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria.
Nella prima parte verranno illustrate le caratteristiche morfologiche del sito, una finestra tettonica costituita da dolomie triassiche, con i versanti che si affacciano verso il mare ripidi e scoscesi, accidentati per la presenza di guglie, balze e dirupi dovuti ai fenomeni di erosione e dissoluzione dei costituenti carbonatici. Verso l'interno è invece contraddistinto da numerose spianate sommitali e dalla presenza di doline, che nella porzione centrale deprimono l'acrocoro fino alla quota di 1213 m s.l.m.. Tutto il territorio di Potame costituisce ancora uno degli habitat naturali o naturalizzati ancora integro e di grande valenza naturalistica e paesaggistica.
Dal lato archeologico l'area è caratterizzata dalla presenza di numerosi filari in muratura costituiti da pietre con diverso orientamento, piccole strutture in elevato di varia misura con evidenti riutilizzi e formanti piccoli ambienti. L'area edificata si sviluppa in modo irregolare, seguendo la morfologia del sito, per una lunghezza di oltre 700m e una larghezza massima di circa 300m. La tecnica costruttiva, irregolare e grossolana, non presenta alcun tipo di legante tra i componenti della tessitura.
"È indubbia l'importanza che rivestono le conoscenze storiche e culturali per le radici di un popolo" ha dichiarato il prof. Lena "e questa escursione ne è una piccolissima parte".
Per gli appassionati che volessero partecipare, liberamente e gratuitamente, è possibile contattare l'Istituto per gli Studi Storici (www.studistoricicosenza.it).

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