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Porto di Amantea. Il Wwf: "Giovani Veggenti o Profeti di Sventure?"

Riceviamo e pubblichiamo
Prima ancora della sua costruzione, quando il progetto era in una fase embrionale, il WWF di Belmonte prevedeva l’insabbiamento dell’allora nascente porto di Amantea. Un “obbrobrio” costruito in mare aperto, mentendo sulle distanze esistenti tra la SS18 e la battigia (per il team dei cinque progettisti più di 350 metri, per il WWF solo 115) questo vuol dire che il porto è stato costruito, per la gran parte, in mare aperto. Risultato scontato per gli ambientalisti: IL PORTO SI INSABBIERA’ ED A SUD AVREMO UNA GROSSA EROSIONE!  Quei giovani furono considerati quattro sciocchi ignoranti dai professoroni incaricati del progetto. Quei quattro sciocchi fecero notare a tutti che lo studio di fattibilità relativo alle correnti marine evidenziava una palese e grossolana corbelleria asserendo che un piccolo torrente posto pochi chilometri a nord del porto doveva avere il ruolo di trasportare tanto materiale da provvedere  al ripascimento naturale  colmando quanto si prevedeva sarebbe stato eroso – peccato che quel torrente era solo un rigagnolo, quasi sempre in secca.  Tra i politici dell’epoca – che poi sono in gran parte, quelli di oggi  - vi fù la corsa a prendersi la paternità dell’idea Porto di Amantea – dove sono oggi tutti quei “padri” del porto di Amantea? I giovani del WWF  provarono allora a coinvolgere il Sindaco di Nocera Terinese dell’epoca che, in un primo momento si schierò con il WWF e sembrava rendersi conto che la spiaggia di Nocera Terinese rischiava di sparire, ma subito dopo cambiò idea. Gli amici del Panda non seppero mai perché?  Da una parte il WWF fece un grande manifesto che affisse sui muri della cittadina “UN PORTO CHE POCO IMPORTA” e dall’altro l’Amministrazione dell’epoca nominò un Assessore al porto che alla presentazione del progetto esclamò  “il porto farà di Amantea la Portofino del Sud! Avremo almeno 50000 presenze in più all’anno”! Per  chi ha passato tante serate a confrontarsi sui possibili danni e problemi derivanti dall’impatto sull’ecosistema che quel progetto avesse potuto un domani avere, oggi è difficile percorrere la SS18 verso Falerna e vedere lo scempio che la natura ci sbatte in faccia, se poi da ambientalisti si pensa che la costruzione di quella struttura ci ha portato via le ultime dune,  si sta davvero male. Viene da chiedersi se, quei politici, quei progettisti, quell’Assessore al Porto, quel Sindaco di Nocera  hanno percorso, in questi giorni,  la strada che da Amantea porta a Falerna e se avallando quel porto sentono ancora di aver reso un servizio alla collettività, e se questi signori hanno riflettuto su cosa il Porto di Amantea ha portato agli amanteani ed a tutto il comprensorio – tutti questi si sentono con la coscienza a posto? Riescono a guardare negli occhi i loro figli? A quei quattro fessi di ambientalisti, allora giovani ma oggi padri e madri con i capelli grigi, la realtà rode, ma loro possono guardare tutti negli occhi e camminare a testa alta – anche allora,  purtroppo avevano ragione – ed oggi come allora sono convinti che “QUEL PORTO POCO IMPORTAVA!”
Belmonte Calabro, 15 novembre 2010
Consigliere Regionale WWF Calabria   Francesco Saverio Falsetti

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