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Avvelenati. Presentato al pubblico il libro dei giornalisti Baldessarro e Iatì

FONTE STRILL.IT (di Grazia Candido)
Una storia da far conoscere a tutti, forse scomoda per qualcuno ma che “deve essere raccontata perchè uccide la nostra gente”. In un minuzioso e dettagliato resoconto, il libro inchiesta “Avvelenati” dei giornalisti Giuseppe Baldessarro (de “Il Quotidiano della Calabria” e “La Repubblica”) e Manuela Iatì (Sky Tg24), edito da “Città del Sole Edizioni”, "sviscera una fredda e cruda verità di un caso che non è per nulla chiuso”. Il libro (sarà una delle “chicche” della Fiera del libro di Torino in programma dal 12 al 18 di Maggio) è stato presentato nella Sala delle Conferenze della Provincia di Reggio Calabria.
L’editore Franco Arcidiaco ha sottolineato come "la missione da cittadino è stata quella di sostenere questa inchiesta perché era giusto fare il punto della situazione mettendo ordine a tutte le informazioni offerte dalla stampa su una vicenda che doveva essere chiarita alla gente” e il consigliere provinciale Omar Minniti, in veste di padrone di casa, ha annunciato “l’istituzione di una commissione di inchiesta da parte dell’amministrazione provinciale perché deve essere punito chi ha inquinato i nostri territori”.
A scandire passo dopo passo, una serie di misteri che avvolgono le navi dei veleni al business del nucleare, il giornalista e moderatore dell’incontro Giusva Branca che rimarcando le coincidenze, i sospetti, le dichiarazioni, plaude “l’irruzione, nella vicenda, di un testo lineare che ricostruisce quel traffico di rifiuti che ha sporcato irrimediabilmente il mare e le montagne della Calabria, ed è stato una miniera d’oro per le cosche mafiose e per chi, negli ultimi trent’anni, ha lucrato su di esso”.
“Questa storia non la raccontiamo per lavoro –spiega Baldessarro – Mettiamo insieme le nostre esperienze giornalistiche, i nostri archivi, le ricerche per dare una chiave di lettura di una storia che esige di essere raccontata. Abbiamo iniziato questo lavoro di sintesi e studio dallo scorso Novembre con l’obiettivo di tirar fuori la verità di una realtà che ci riguarda da vicino ma che è preoccupante per tutti perché la Calabria è il terminale ultimo di fiera molto più complessa”.
Partendo dagli affari redditizi, facili, silenziosi e che lasciano una lunga scia di morti misteriose e senza colpevoli, i due giornalisti delineano una “rete” capace di unire diversi tasselli. Ecco allora che si mette assieme l’affare somalo e l’omicidio di Ilaria Alpi, il centro Enea di Rotondella, la strage di Ustica e la morte del capitano Natale De Grazia.
“In questo libro portiamo alla luce un altro capitolo dei misteri italiani, nel quale si muovono uomini di ’ndrangheta, pentiti e trafficanti di armi, loschi figuri e figuranti, faccendieri e pezzi deviati dello Stato – aggiunge Iatì - Una storia oscura quella delle navi dei veleni e del traffico di scorie che, partendo dagli anni 80 arriva sino ai nostri giorni, al ritrovamento del relitto di Cetraro dello scorso settembre che ha destato scalpore. Se ne sono dette tante, sono state fatte tante perizie ma a mettere la parola fine sul caso del relitto ritrovato, ci pensa il rapporto della GEOLAB, pubblicato per la prima volta in questo libro”.
Da ogni parola dei due autori trapela quella verità “avvelenata” e sapientemente riportata alla luce che vuole “rendere giustizia” a quei tanti calabresi che muoiono misteriosamente con un’incidenza di tumori fuori dal normale e a quella terra “inquinata da un veleno che vuole distruggere il nostro futuro”.
“Muore – scrivono Baldessarro e Iatì – a causa del veleno che ha infettato la nostra terra, il mare, l’ambiente in cui viviamo. Il gene della morte è già entrato nel nostro sangue e persino nel dna di un popolo che ha molte colpe, non ultima quella di aver chiuso gli occhi. Ma che, non per questo, merita di essere ucciso nel silenzio”.
Ospite d'onore il giornalista della Rai Riccardo Iacona, il quale ha sottolineato come "viviamo in un Paese che non è più un Paese, che non conosce sè stesso e, soprattutto, che non conosce la verità su quasi nulla. E' necessario ricercare la verità, ripartire dai fatti" - ha ricordato Iacona - "non abbiamo altra scelta".
All'amarezza di Iacona ha fatto da cornice quella di Nuccio Barillà che ha ripercorso tutto il lungo iter innescato negli anni '90 da Legambiente ricordando "la quantità di figure e situazioni 'strane' che popolano questa storiaccia, a tutti i livelli e che, inequivocabilmente, sono contrassegnate dall'imbarazzante presenza dei servizi".
Alle parole, pesanti come macigni, del Pm che a lungo - ed inutilmente - ha indagato sulla vicenda, Francesco Neri, l'onere di chiudere una serata caratterizzata dall'attenzione quasi liturgica del folto pubblico che ha gremito il salone della Provincia ben oltre il limite dei posti a sedere: "Non sono qui per celebrare una vittoria" - ha detto a chiare lettere Neri - "ma per testimoniare il fallimento, mio e dello Stato che rappresento in una vicenda nella quale, tengo a sottolineare, è venuta a galla solo una minima parte di quello che c'è sotto ed in cui, lo voglio ribadire, entra a tutti gli effetti la 'ndrangheta. Però" - ha concluso Neri - "sono ben consapevole che anche su questa vicenda, come in altre, non sarà possibile fare luce se prima non cadrà il segreto di Stato".

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