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Terra incognita, la ceramica italiana del ‘900 a Londra. In mostra 6 opere dell’artista calabrese Giuseppe Civitelli





Sopra, l'artista Civitelli con sue opere (Foto gentilmente fornite dalla famiglia)



Il manifesto della mostra londinese


UNA CINQUANTINA di opere che ripercorrono e illustrano sessant’anni della storia della ceramica italiana moderna, dalla fine degli anni ’20 alla metà degli anni ’80, realizzate dai più famosi artisti e ceramisti italiani, saranno le protagoniste di una importante mostra che si terrà a Londra, dal 30 settembre al 20 dicembre, presso la “Estorick Collection of Modern Italian Art”, istituzione che dal 1998 promuove con successo la conoscenza dell’arte italiana presso il pubblico inglese.
Terra incognita: Italy’s Ceramic Revival”, questo il titolo dell’esposizione il cui vernissage è previsto per il 29 di questo mese, si annuncia – nelle aspettative della storica dell’arte Lisa Hockemeyer - come una vera e propria rivelazione per tutti i cultori dell’arte moderna e gli amanti della ceramica. Si tratta, secondo quando scrive la curatrice dell’evento culturale, di «un’ampia ricchezza di ricerca di stili, idee e concezioni estetiche, rimarcate anche dalla diversità delle tecniche e delle dimensioni degli oggetti esposti: dalle terracotte ai lustri, dalle maioliche al grès». Pezzi importanti, questi esposti alla Estorick Collection al 39 di Canonbury Square (info www.estorickcollection.com), presentati in passato in prestigiose rassegne internazionali.
«Questa straordinaria selezione di opere – spiega la Hockemeyer - illustra la grande confidenza con la matericità della terra che, nel periodo tra le due guerre e nel secondo dopoguerra, contraddistingue il panorama artistico italiano rispetto a quello coevo di altri Paesi europei. Nel momento in cui molti artisti contemporanei usano l’argilla come mezzo espressivo per forzare i confini delle categorie accademiche tra arte, artigianato e design, la mostra rappresenta una rivalutazione, da tempo dovuta, dell’arte ceramica italiana del XX secolo, che si può dire si contraddistingua per la simbiosi tra arti maggiori e arti decorative».
Le opere (che appartengono alla collezione di famiglia della stessa curatrice) sono state realizzate da 23 tra i più famosi artisti e ceramisti italiani. Come Arturo Martini, Marino Marini, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Leoncillo Leonardi e Giuseppe Spagnulo; pittori come Roberto Crippa, Gianni Dova ed Emilio Scanavino; maestri ceramisti come Pietro Melandri, Guido Gambone, Marcello Fantoni, Pompeo Pianezzola e Carlo Zauli.
Tra i 23 artisti italiani, compare con ben sei opere in mostra anche il calabrese Giuseppe Civitelli, ceramista e pittore.
Civitelli (Aiello Calabro Cs, 1907 – Roma 1990) - che nella vita ha svolto incarichi direttivi nelle scuole italiane di molte città europee,  e poi a Roma sino all’età della pensione - riscopre la passione per l’arte, soprattutto verso la ceramica, coltivata negli anni giovanili. La conoscenza e l’amicizia con lo scultore Marino Mazzacurati lo introducono nell’ambiente artistico romano e lo spingono a esporre le sue opere. Frequenta così pittori, scultori, critici d’arte, poeti, galleristi, quali Tito Balestra, Libero De Libero, Renato Giani, Tanino Chiurazzi, Alfonso Gatto, Sandro Penna, Carlo Levi. Dal 1952 al 1973 partecipa a Mostre personali, collettive e concorsi d’arte, riscuotendo notevole successo di critica e ricevendo numerosi premi. Le sue opere si trovano nel Museo Internazionale delle ceramiche di Faenza, nel Museo di Roma a Palazzo Braschi, nel Museo Nazionale dell’artigianato di Firenze oltre che in numerose collezioni private in Italia e all’estero.   



La sua attività artistica non si è limitata però soltanto alla ceramica. Comprende anche una ampia produzione di pitture, litografie, incisioni e disegni. La sua versatilità si è espressa anche nel design di mobili e nella progettazione e restauro di abitazioni. Dal 1973 continua a lavorare soprattutto nel campo della grafica ma non partecipa ad alcuna esposizione, pertanto questa importante e copiosa parte della sua produzione artistica è praticamente sconosciuta. E che potrebbe essere esposta in una retrospettiva - magari il prossimo anno, in occasione del ventennale della morte dell’artista - nella sua cittadina natale.

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