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S. Marinella 2009

LAGO, Cs – Per la comunità di Terrati, piccola frazione di Lago, la festa dedicata alla Madonna del Carmine ed a Santa Marinella, Patrona del luogo, che si celebra il 16 e 17 luglio di ogni anno, rappresenta un momento molto importante. È per tutti i fedeli di Lago, come scrive il parroco don Alfonso Patrone, dopo la settimana santa, “il secondo tempo forte dell’anno liturgico”.

Il programma religioso, già iniziato con il Novenario lo scorso 8 luglio e che entrerà nel vivo domani, prevede dalle 9 in poi, nella piccola chiesetta di Terrati, l’esposizione di Gesù Sacramento e l’adorazione eucaristica; mentre alle 18 si celebrerà una messa preceduta dal santo rosario. Per i festeggiamenti civili, invece, è in scaletta una serata musicale con la Cover band Ligabue.

Clou della due giorni, venerdì 17: con celebrazioni eucaristiche alle 11, alle 18.30 e con la seguente processione con la statua di S. Marina per le vie del borgo, portata a braccia ed accompagnata dalla banda musicale Aloe di Amantea, che fa tappa presso le case dei malati e degli anziani. Alle 21 chiusura con una Cover band di Lucio Battisti e con il consueto spettacolo di fuochi d’artificio.

LA STORIA DEL CULTO. Di particolare suggestione la storia della santa venerata a Terrati ed in tantissimi altri luoghi di Calabria (come S. Giovanni di Zambrone, Polistena, Melicuccà, Stilo, Filandari, Policastro, Campana e Casole Bruzio). Marina è una giovane donna che per seguire il padre, desideroso di vivere in un convento senza separarsi da lei, prende abiti maschili e cambia il suo nome in Marino. Nonostante la morte del padre, Marina continuerà a vivere al convento conservando il suo segreto. Un giorno però, il giovane, molto amato e portato ad esempio per la sua condotta esemplare, viene accusato ingiustamente di aver violentato la figlia di un locandiere. Marina non si difende e così viene scacciata, anche se continuerà a vivere in una grotta ai piedi del convento, dove alleverà il bimbo “frutto della sua colpa” che le era stato affidato.

L’epilogo della sofferenza e dell’ingiustizia vissuta da questa donna si ha quando Marino-Marina muore. I confratelli che nel frattempo avevano riammesso il frate al convento, commossi per la sua grande abnegazione nel crescere quel figlio a lei affidato fra tante difficoltà, scoprono la sua vera identità. Il suo vero sesso. Da quel momento verrà proclamata santa.

Le sue reliquie pare siano state spostate dal monastero (forse ubicato in Libano) in cui era morta, prima a Cipro e poi a Costantinopoli. Da qui un mercante veneziano le avrebbe acquistate e portate a Venezia

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