La cerimonia per commemorare il 4 novembre 1918, data in cui termina la prima guerra mondiale con un bilancio di oltre 600 mila morti, è cominciata con la Santa Messa officiata in Santa Maria Maggiore e proseguita con il corteo sino al Monumento ai caduti della cittadina dove è stata deposta una corona d’alloro.
Per l’occasione, dopo un breve discorso dell’assessore comunale Marinaro, i bambini e i ragazzi delle elementari e medie hanno cantato canzoni come l’Inno di Mameli, il Piave ecc., e recitato poesie contro ogni guerra.
Ci sono appuntamenti che non hanno bisogno di promemoria. Arrivano da soli, portati dall’aria di fine giugno, da quella vibrazione sottile che gli aiellesi nel sangue riconoscono prima ancora di nominarla. È la Madonna delle Grazie. E ogni anno, puntuale come il solstizio d’estate, riprende a battere il cuore antico di Aiello Calabro, il paese di collina che per due giorni diventa centro del mondo. Almeno per chi lo ama. Il 23 giugno: inizio della Novena Tutto comincia il 23 giugno, quando la novena di preparazione apre ufficialmente il tempo della festa. Nove giorni di preghiera, di raccoglimento, di attesa crescente. Per chi vive ad Aiello, o per chi vi torna apposta da lontano, la novena non è un semplice rito liturgico: è il conto alla rovescia dell’anima. Ogni mattina ed ogni sera la chiesa si riempie, le voci si uniscono. Gli emigrati lo sanno bene. Quelli che hanno lasciato il paese per le fabbriche del Nord o per i continenti lontani tengono d’occhio il calendario con una preci...
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