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Seconda perlustrazione del Cammino di Tarquinia – Da Amantea ad Aiello

 

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Percorso Wikiloc

Dopo la prima uscita – via Cannavina -, torniamo a esplorare il Cammino di Tarquinia: quello percorso dalla donna aiellese che il 26 luglio 1667 portò le Reliquie di San Geniale da Amantea ad Aiello.
Come già anticipato, la ricerca di testimoni nati a metà Seicento non ha dato frutti! e allora, in assenza anche di fonti scritte che descrivano il percorso originale, non ci resta che vagliare una serie di varianti ipoteche e metterci gli scarponi ai piedi.
La seconda variante l’abbiamo percorsa domenica 8 marzo 2026, in due: Rosario Pedretti e il sottoscritto Geniale Adacquacerze — all’anagrafe Bruno Pino. Il tragitto va da Paraporto di Amantea, fino a San Pietro: circa 11 km, evitando il tratto già esplorato da San Pietro a Terrati e poi ad Aiello (altri 11 km circa, per un totale di 22-23 km).
Rispetto alla variante via Cannavina — peraltro interrotta da una frana e difficoltosa anche solo a piedi — questa si è rivelata decisamente più percorribile e, per certi versi, più affascinante, pur essendo più lunga.
Partiti da Paraporto e attraversato il centro storico di Amantea, abbiamo seguito la strada Nazionale fino al ponte Colongi, per poi risalire l’omonimo vallone. Un percorso ricco di sorprese: querce maestose, vecchi mulini abbandonati, e persino un paio di carcare per l’argilla o la calce, silenziosi testimoni di un’economia rurale ormai scomparsa. Al bivio per Sant’Elia — che vale la pena raggiungere come tappa aggiuntiva, con una sosta alla sua piccola chiesetta — abbiamo svoltato a sinistra, percorrendo un tratto del Cammino della Perdonanza che da Campora porta a Paola, ancora in fase di definizione.
Da qui la strada è interdetta alle auto per una recente caduta massi, ma è proprio questo silenzio a restituire al cammino il suo carattere autentico. Avanzando lentamente, con le rocce che ci sovrastavano come sentinelle silenziose e il gorgoglio della piccola cascatella del Colongi a farci compagnia, abbiamo scorto in lontananza l’abitato di San Pietro, con il profilo inconfondibile del monte Cocuzzo a fare da sfondo. Giunti a Muglicelle, abbiamo proseguito verso il paese, visitando dall’esterno la vecchia chiesa di San Bartolomeo.
Terminata la perlustrazione e consumato un veloce spuntino, siamo tornati a recuperare la seconda auto ad Amantea. Un caffè da Sicoli, e poi ognuno per la sua strada: io verso Aiello e poi Cosenza, Pedretti verso Grimaldi.
Alla prossima uscita, dunque. Catocastro o Oliva? Lo scopriremo presto.
Intanto, buon cammino a tutti.

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