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"Tu vento fa che i miei versi approdino nel cuore della mia gente, ad alleviar le pene". L'Addio di Aiello Calabro al Poeta Mario Pucci


AIELLO CALABRO – Il poeta Mario Pucci si è spento lo scorso lunedì mattina all’ospedale di Rossano dove era ricoverato da qualche tempo. La notizia della scomparsa è stata accolta con tristezza da tutta la comunità aiellese e da tutti coloro i quali lo conoscevano e ne avevano apprezzato le doti umane e artistiche.
Nato nella cittadina tirrenica nel ‘49, aveva compiuti gli studi prima ad Aiello e poi nel capoluogo bruzio. Laureatosi alla Federico II di Napoli, alla facoltà di Filosofia, aveva in seguito insegnato storia e filosofia nei Licei.
La sua più grande passione intellettuale è stata indubbiamente la Poesia, ragione fondamentale di vita. Nel corso di questa amata attività creativa, ha partecipato a diversi concorsi letterari, classificandosi sempre tra i primi. Alcuni dei componimenti, di poesia e prosa, sono stati pubblicati anche su quotidiani e riviste di diffusione nazionale.
Nel dicembre 2001, una parte significativa della produzione letteraria del poeta aiellese arriva alle stampe, con il titolo de “Il gioco del tempo”, con grande soddisfazione dei lettori ed estimatori. Una raccolta di trenta poesie e tredici prose, la maggior parte delle quali già apparse su periodici locali. Come non menzionare “Il mio canto”, la poesia-proemio che apre la raccolta in cui il poeta affida al vento il compito di far conoscere la poesia. "Tu vento […]/fa che i miei versi approdino nel cuore/della mia gente, ad alleviar le pene ...". Molte delle liriche, e non poteva essere diversamente, dato l’attaccamento al luogo natio, hanno quale soggetto Aiello, come “Canto per Aiello”, “Il Castello” ecc.; altre celebrano in versi persone che non sono più, come “A Mia Martini”, “Per Ugo”, “San Damiano”; altre ancora trattano di argomenti di più generale interesse e sono, se si vuole, di taglio esistenziale. Non mancano le prose, a volte nostalgiche, a volte meri episodi di vita vissuta (Exodus, il ristorante cinese, Via Savoia, Vecchio Salone ecc.), a volte anche ironiche (il paese delle fontane, w l'Italia), a volte, infine, racconti brevi (Massimina), e semplici, che però assomigliano, per la piacevolezza con cui si leggono, ad avvincenti romanzi.
Anche e soprattutto il vernacolo è stato terreno fecondo dal quale sono nate indimenticabili commedie, farse e canzoni, che hanno deliziato e fatto sorridere e ridere, che rimarranno nella memoria di quanti hanno avuto il privilegio di leggere e ascoltare i suoi versi. Tra le sue creature, infine, non possiamo non citare il gruppo folcloristico de “A Racchia”, che ha reso speciali e impressi nella memoria collettiva molti dei Carnevali aiellesi.
Alla figlia Eleonora, alle sorelle Maria Pia ed Edda, ai fratelli Geniale e Pietro, e alla famiglia tutta, le condoglianze della Redazione del Blog di Aiello Calabro e degli Aiellesi nel Mondo.

RASSEGNA STAMPA

Commenti

  1. Amico caro di giorni lontani , God speed!

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  2. Riesumiamo " A RACCHIA".

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  3. ..preparato, ironico, nostalgico, giusto e coerente...il mio grande professore di storia e filosofia..lo ricorderò sempre..arrivederci..

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