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Allo Sciabaca festival 2017, lo storico dell'arte Gianfrancesco Solferino ha parlato anche della Cappella Cybo di Aiello



Qui, un brano video dell'intervento di Gianfrancesco Solferino, allo Sciabaca festival promosso da Rubbettino, tenutosi dal 22 al 24 settembre scorsi a Soveria Mannelli.


Di seguito, parte del resoconto sul seminario dello storico dell'arte, tratto da ManifestBlog. 
"Per molto tempo la lavorazione del marmo e del legno, ampiamente diffusa soprattutto a Rogliano e a Serra San Bruno, ha costituito un importante settore produttivo per la nostra regione; molti capolavori sono il frutto di uno “scambio” proficuo tra le maestranze locali e quelle provenienti dal resto della penisola. Basti pensare alla Cappella Cybo, situata nell’Ex Convento dei Frati Minori Osservanti ad Ajello Calabro, che costituisce uno splendido esempio di tardomanierismo in Calabria.
L’opera – spiegata in modo brillante da Solferino – fu realizzata nel 1597 dallo scultore messinese Pietro Barbalonga, su progetto dell’architetto toscano Andrea Cioli; il sacello, infatti, possiede gli elementi tipici della cultura figurativa tardomanierista, con evidenti richiami alla tradizione toscana e siciliana, inoltre la struttura generale mostra la piena aderenza al modello michelangiolesco. Barbalonga seppe fondere elementi sacri con figure antropomorfe tratte dal repertorio iconografico romano.
Alberico I Cybo Malaspina, Signore di Massa Carrara, acquistò il feudo di Ajello Calabro nel 1574, dove promosse la realizzazione di opere a carattere devozionale, estremamente raffinate. Inoltre, grazie all’arrivo di nuove maestranze, gli intagliatori locali ebbero modo di aggiornarsi dal punto di vista tecnico, elaborando uno stile nuovo e autonomo".

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