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“Parra cumu t’ha fattu mammata”... per non scordarci del nostro dialetto

“Parra cumu t’ha fattu mammata”... per non scordarci del nostro dialetto.

L’iniziativa della tutela e riscoperta del dialetto, che da 4 anni viene sostenuta dall’Unpli e che si celebra con diverse iniziative in tutta Italia il 17 gennaio (e anche nei giorni seguenti), è certamente meritoria. La Pro Loco di Aiello Calabro, proprio perché ritiene molto importante il patrimonio linguistico locale, intende dare il proprio contributo alla manifestazione dell’Unpli, promuovendo a breve la pubblicazione online del volume “Piccolo vocabolario del dialetto aiellese”, di Gaetano Coccimiglio e Pietro Pucci (con la collaborazione di Eugenio Medaglia), stampato nel 2009 col Patrocinio del Comune di Aiello Calabro.
Appena possibile, la raccolta del lessico dialettale del paesino in provincia di Cosenza sarà disponibile sul blog www.dialettoaiellese.blogspot.com 
Come nelle intenzioni degli autori, il vocabolario rappresenta solo una base di partenza. L’auspicio è quello di essere implementato, attraverso vari e preziosi contributi dei parlanti dialettofoni, con altri lessemi e modi di dire dimenticati.
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Il piccolo vocabolario del dialetto aiellese
Esistono, in ogni dialetto, parole sepolte sotto strati e strati di oblio. Ogni generazione di parlanti dialettofoni se ne lascia alle spalle una quantità importante. Chi, per esempio, tra i giovani e giovanissimi conosce termini come picuozzu, ‘ndirillu, cannacca, coffa, o ancora verbi come camardare e ‘mpurrare? Probabilmente nessuno o quasi; e pure i più anziani, per esigenze comunicative ed omologandosi al linguaggio delle generazioni successive, ne hanno attenuato o addirittura rimosso l’uso. Sono lessemi che appartengono alla nostra storia - nel caso di specie a quella di Aiello Calabro, in provincia di Cosenza - e che oramai, salvo qualche rara eccezione, più nessuno adopera nel linguaggio quotidiano.
Tante di queste parole dimenticate e non più in uso, sono state raccolte, qualche anno fa, grazie al paziente e puntuale lavoro di scavo, di ricerca di Gaetano Coccimiglio e Pietro Pucci, in collaborazione con Eugenio Medaglia, Autori del Piccolo Vocabolario Aiellese. Grazie a questo studio abbiamo potuto riacquisire una parte significativa del nostro patrimonio lessicale ed etnografico. Scorrendo le pagine del libro di Coccimiglio e Pucci, entrambi cultori del dialetto locale - geometra e funzionario del Corpo Forestale in pensione, il primo, oltre che poeta vernacolare di particolare acume; già brillante docente di matematica e mio professore al Liceo, il secondo - si possono ritrovare, con piacevole sorpresa, parecchie parole che credevamo perdute per sempre, e molte altre invece che ancora fanno parte dell’attuale bagaglio dialettale paesano; o vecchi “ditteri” della cultura contadina, appartenenti a campi lessicali “sorpassati” dalla contemporaneità.
Il corposo volume, oltre ai termini lessicali, corredati da esempi d’uso in dialetto, arricchiti con citazioni di poesie, proverbi, canzoni, ecc., con traduzione in italiano e spesso con la provenienza etimologica, comprende pure una raccolta di proverbi suddivisi per argomento (l’amicizia, amore, i parenti, gli animali, condizioni atmosferiche, il denaro, la morte, a luci rosse, la salute, la fortuna, il vino); e modi di dire.
In definitiva, siamo di fronte ad un libro-baule dove cercare il senno perduto della nostra società smemorata, che ogni Aiellese dovrebbe tenere, non in soffitta, ma sempre a portata di mano. Per sé e per i propri figli.

Qualche nota sul dialetto aiellese
Il territorio di Aiello Calabro – a circa 45 km a sud-ovest di Cosenza - si situa al confine tra la Calabria cosentina e quella catanzarese. Tenendo conto della suddivisione della Calabria linguistica di J. Trumper e M. Maddalon, composta da cinque gruppi dialettali, l’area in esame è inserita nel gruppo due, ed è parte dell’isoglossa Falerna-Isola Capo Rizzuto, che divide appunto il gruppo due dal gruppo tre.
L’area dialettale, che risulta essere una zona di “transizione”, in base alle isoglosse riguardanti il vocalismo tonico, appartiene all’area cosentina in cui è presente una situazione di compromesso fra il vocalismo tonico siciliano e quello napoletano. Si differenzia, invece, dall’area cosentina in base alle isoglosse che riguardano il consonantismo. Per esempio, notiamo nel cosentino i fenomeni di assimilazione di mb>mm e nd>nn, e di cacuminalizzazione di ll>ddr, che nell’area aiellese non vengono attestati. Ancora, notiamo nel cosentino la sonorizzazione delle occlusive sorde p-t-k, che nell’aiellese vengono pronunciate come sorde e con una leggera aspirazione, ma del resto questo è un fenomeno pancalabro. È evidente però che la differenziazione fra i vari dialetti non può basarsi solo sulle isoglosse fonetiche, ma bisognerà considerare le sostanziali differenze lessicali, morfologiche, grammaticali e semantiche.
Tuttavia, per una analisi scientifica del dialetto calabrese, ed aiellese in particolare, si rimanda - oltre a quella classica del tedesco Gerhard Rolfhs - all’Atlante linguistico etnografico della Calabria realizzato, con il contributo del Comune di Aiello Calabro e dell’Istituto Comprensivo locale, a cura del Laboratorio di Fonetica dell’Unical (giugno 2004). Nella ricerca, coordinata dal dialettologo J. Trumper, è presente una sezione dedicata al nostro paese in cui si esamina fonetica, lessico (relativamente al “ciclo del baco da seta”), e toponomastica.

Altre pubblicazioni e iniziative pro dialetto
Oltre agli studi dell’Università della Calabria e al vocabolario di cui abbiamo appena parlato, in passato diverse sono state le iniziative a tutela e riscoperta del patrimonio dialettale locale. Sono stati pubblicati libri di poesie di Mario Pucci, Gaetano Coccimiglio, Giulio di Malta, Peppe Verduci. Anche se non dati alle stampe, poeti come Domenico Medaglia hanno firmato componimenti molto apprezzati. Da segnalare, inoltre, la bellissima iniziativa “Serata di poesie”, con i poeti summenzionati, organizzata per alcuni anni durante la stagione estiva dal circolo culturale Il Castello. Aggiungiamo, inoltre, le varie rappresentazioni in dialetto aiellese della Compagnia Teatrale Aiellese che dal 1993 allieta il pubblico non solo locale, mantenendo viva la nostra parlata.

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