Ecco il calendario 2017

AIELLO CALABRO - È stato presentato il 26 dicembre scorso, il Calendario 2017 che la Pro Loco di Aiello Calabro ha realizzato per il secondo anno consecutivo. Come nell'edizione precedente, le immagini corredate da didascalie e notizie di storia locale, ritraggono scorci particolari della cittadina, e delle frazioni. 
Lo scopo della pubblicazione è quella di entrare nelle case di tutti gli Aiellesi, soprattutto di quelli che vivono lontano dal paese in cui sono nati; e di far conoscere l'antico borgo arroccato sulle colline dell'entroterra tirrenico cosentino, a chi ancora non ne conosce le sue caratteristiche.
ALBUM FOTOGRAFICO PRESENTAZIONE

N.B. PER RICHIEDERE IL CALENDARIO RIVOLGERSI ALLA PROLOCO DI AIELLO CALABRO - Pagina FB

Ecco, man mano che i mesi scorreranno, le pagine del Calendario 2017, che di volta in volta pubblicherà la Pro Loco di Aiello Calabro sulla sua pagina FB.
CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI GENNAIO
Una veduta del paese, con il Rione Valle, visto da colle S. Elia meglio conosciuto come 'u Pizzune
Il quartiere, che in parte vediamo nella foto, è tra i più antichi di Aiello. Scomparsa dalla memoria collettiva, in questo luogo sorgeva la chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, esistita tra i secoli XVI e XVIII. Sebbene non sia rimasta traccia del luogo di culto nel tessuto urbano, l'intitolazione della parrocchia al protettore degli animali domestici, del bestiame e del lavoro dei campi che si ricorda il 17 gennaio, è comprensibile poiché 'a 'Valla' era abitata in prevalenza da contadini, così come ci dicono le rivele del catasto onciario. Nel quartiere, inoltre, ha sede il museo della civiltà contadina che si spera, nel prossimo futuro, possa essere finalmente aperto al pubblico.


CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI FEBBRAIO
Resti del castello
Fu certamente “una delle prime fortezze del regno” (L. Alberti, 1525/26). Il vecchio maniero che dal promontorio Tilesio su cui sorge domina il borgo medievale, nella struttura attuale, risale al periodo aragonese. Ingloba strutture precedenti del periodo normanno, e forse anche di quello bizantino. Dall'alto delle sue torri, si poteva controllare una bretella della via consolare romana Annia che sboccava al mare. Distrutto a seguito di diversi terremoti, del castello restano ancora importanti vestigia, quali mura perimetrali, torri (il mastio a base quadrata che vediamo nella foto, la torre dell’orologio e diverse torri d’avvistamento), cisterne per i bisogni della cittadella. Vi si giunge attraverso una suggestiva via d’accesso, scavata nella roccia tufacea.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI MARZO
Scorci dell'abitato
Girando tra vote e vinelle, ecco tre immagini del caratteristico tessuto urbano.
La prima ritrae corso Umberto I, con i suoi portoni in pietra ad arco, che dalla scalinata di fronte al palazzo de Dominicis si interseca con corso Luigi De Seta, passando per la piazza che ospita i palazzi Giannuzzi e Viola, e che arriva nei pressi di San Giuliano.
La seconda e la terza foto, da opposte prospettive, immortalano scesa Lavatoio che da piazza Plebiscito giunge fino al corso Vittorio Emanuele II. La gradinata sino a pochi anni fa era il luogo d'azione artistica del pittore e scultore aiellese Francesco Magli, nonché per anni luogo di incontro, dopo gli spettacoli estivi.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI APRILE

Aiello, con la rupe del castello visti da monte Faeto
Eccolo! Il Colle Tilesio che domina l'antico borgo, la vallata dell'Oliva, le colline di Varbàra e laggiù il mar Tirreno. Una posizione, quella di Aiello, da cui si possono ammirare panorami di emozionante bellezza: non solo una splendida vista verso il mare, che regala spesso arrossati tramonti con le isole Eolie, ma anche e soprattutto vedute delle montagne dell'Appennino con il maestoso monte Cocuzzo.
Circondato da collane di monti, tutto il territorio aiellese è generoso di diversi itinerari per chi ama camminare all'aria aperta ed apprezzarne la natura.


CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI MAGGIO
Il centro storico ritratto dal castello
Dal “castello sottano”, come lo chiamiamo noi aiellesi, ovvero da quella fetta di terreno sotto le mura di cinta del vecchio maniero, affacciati come su una lunga balconata, si possono udire i ritmi della piccola comunità, i suoni isolati, rarefatti, di chi lavora, o di chi discute in piazza.
In basso, “e casicelle stritte e ammunzellate / fravicate allu pede d'u castiellu”. Non è più l'Aiello di tanti anni fa che contava quasi 6 mila abitanti, ma ancora oggi, o forse ancora di più oggi, rimane intatta la sua magia, soprattutto per chi vive lontano.

Commenti

  1. Auguri a tutti. Sono stracontento di questa iniziativa da me iniziata nel 2014. Volendo sono a disposizione per qualunque suggerimento. Luciano Imperato

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