Ciao suor Concetta

AIELLO CALABRO - Alla vigilia di Natale, suor Concetta Spiridigliozzi è tornata alla Casa del Padre. La religiosa, che si trovava da tempo nella Casa delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù di Carpenedolo (BS), si è spenta all'improvviso mentre stava preparando la cena. La notizia è stata comunicata dal parroco di Aiello, padre Jean Paul Mavungu e dalle consorelle della sede aiellese, nel corso della S. Messa di sabato notte.
La decana delle suore del Sacro Cuore di Gesù di Aiello Calabro era arrivata nel comune tirrenico nel lontano 1976, e per 23 anni, sino al settembre 1999 aveva vissuto nella nostra comunità. Prima di partire per un'altra destinazione, vicina alla sua natale Pontecorvo, la Comunità volle conferirle la Cittadinanza onoraria.
Suor Concetta era sempre stata, con umiltà e laboriosità, una forte testimonianza di Cristo, un punto di riferimento, di conforto e di consiglio, per i malati, gli anziani, i bambini, e per tutti, credenti e non sia di Aiello che dei paesi vicini.
Ciao suor Concetta.

Una messa in suffragio sarà celebrata venerdì 30 dicembre alle ore 16 a S. Maria Maggiore.






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Qui di seguito, tratto dal libretto curato da Gisa Guidoccio per ricordare i trenta anni della Suore FSCJ ad Aiello, pubblicato dall'Amministrazione comunale ad agosto 2006, ecco un testo sulla storia delle religiose e la loro attività.

Dalle Memorie della Casa di Aiello
Anno 1976
L’opera delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù  si è diffusa un po’ in tutto il mondo. Quasi in ogni continente della terra è sorta una comunità di suore pronte a dare sé stesse e la loro vita a beneficio degli altri, fossero stati italiani, africani, brasiliani o albanesi. Il loro operato, sincero e disinteressato, ha raggiunto le zone più disparate e ovunque hanno portato istruzione, laboriosità, sostegno morale e fisico, ma soprattutto hanno portato la Parola di Dio.
Fra tutte le località anche la nostra di Aiello Calabro.
La piccola cittadina tirrenica in passato ha dunque conosciuto glorie ma anche dolori dovuti soprattutto all’emigrazione che dagli anni cinquanta in poi ha più che decimato la popolazione.
In quel periodo ad Aiello viveva una piccola comunità di suore le così dette “cappellone” che però andarono via “con una scusa e non sono più tornate”, lasciando tutti nella sconsolazione.
In  quegli anni erano moltissime le donne sole con figli a carico, in quanto i loro mariti erano all’estero per lavoro. Quindi il sostegno, anche solo morale, delle religiose era di fondamentale importanza per tutti.  Capitò così che un sindaco della Calabria, e precisamente, di Aiello Calabro, il signor Giacomo Marinaro, stimolato dalla sua popolazione, nutriva il desiderio ardente di ridare alla gente questo tipo di presenza: “le suore”. Recatosi a Roma nel  novembre del 1975 per degli affari amministrativi, una mattina in albergo prese in mano una rubrica telefonica deciso di chiedere a qualche Istituto della capitale una piccola comunità di almeno tre suore per il paese. La scritta I.F.S.C.  colpì la sua attenzione, così telefonò e prese appuntamento con la Madre Generale la quale non deluse la sua richiesta, anzi ne incrementò la speranza data dal fatto che da tempo l’Istituto aveva quasi accarezzato l’idea di fondare una nuova casa nella Italia Meridionale, dove c’era particolarmente bisogno della presenza religiosa tra i poveri . A quell’incontro seguirono le lettere di raccomandazione da parte del parroco Don Ortensio Amendola e del vescovo di Cosenza, Monsignor Enea Selis.
Nel frattempo il sindaco, tornato ad Aiello, si prodigò per preparare una casa decente alle sorelle, così il 3 ottobre del 1976, partirono da Roma Suor Rosaria Sana, Suor Concetta Spiridigliozzi e Suor Assunta Rugolotto, accompagnate da Madre Maria Soregaroli e da Suor Ezia Montagni,  per entrare a far parte della piccola comunità calabrese.
Il viaggio fu lungo e faticoso, ma le sorelle ne approfittarono per osservare la brulla natura che le circondava, e per notare come era  diversa dalla vegetazione dai loro monti settentrionali. Dopo diverse ore di viaggio giunsero alla contrada detta Acquafredda, erano finalmente nel territorio vastissimo di Aiello. Qui trovarono ristoro alla fontana che ancora oggi scorre, e furono sorprese di trovare là qualcuno che le attendesse, nelle “Memorie” infatti scrivono: “Ci rinfreschiamo alle fonti di acqua sorgiva freschissima: questo è un ristoro ambito dopo un così lungo viaggio. Una signorina, che noi poi chiameremo la sentinella, lì appostata su invito del sindaco, per segnalare il nostro arrivo, ci saluta calorosamente allo stile calabrese; ci sono baci e abbracci e poi corre a telefonare”.
Erano quasi le 17 quando giunsero alla nuova abitazione sita in Largo S. Giuliano, nel cuore del paese; in breve tempo la piccola dimora si riempì di tanta gente festosa: bambini, uomini, donne, tutti volevano dare il benvenuto. A tal proposito scrivono: “quanti baci e quanti abbracci abbiamo ricevuto quella sera…! Le donne ci offrivano il caffè, qualche cosa di fresco e non mancavano i fiori. Dopo mezz’ora…in corteo con la gente, ci dirigemmo verso la chiesa parrocchiale, le campane suonavano a festa, la gente al passaggio ci batteva le mani”.
Fu una vera soddisfazione per tutti riavere le religiose in mezzo alla comunità aiellese, un sospiro di sollievo generale  per tutti coloro che credevano nell’importanza della loro presenza. Ora c’era solo da rimboccarsi le maniche, Aiello era ed è  un paese vastissimo come territorio, ma povero, senza alcuna risorsa naturale…I bambini erano numerosi, come pure le donne e i vecchi soli, pochi i giovani e pochissimi gli uomini; le persone più valide emigravano in cerca di lavoro. Molte erano le persone al di sopra dei cinquant’anni che non sapevano né leggere né scrivere…La gente era semplice, cordiale, rispettosa e generosa con le suore. Quel poco che avevano lo condividevano.
Fin dai primi giorni le tre sorelle si diedero da fare. Infatti, al pomeriggio, facevano qualche passeggiata nei dintorni del paese con i bambini che in massa, erano sotto le finestre della loro abitazione. La gente, vedendole passare, le invitava ad entrare nelle loro case per prendere qualche cosa in segno di augurio. Inoltre, fino a che il tempo lo permise, si recavano coi ragazzi al castello per giocare, in particolare la domenica era una giornata piena, ma non era certo la fatica a fermarle, anzi, solevano affermare: “siamo felici, la stanchezza si dimentica, quando si ama”.
Il 15 ottobre dello stesso anno aprì la scuola materna, inizialmente le lezioni si svolgevano nella saletta attigua alla chiesa di Santa Maria e i bambini erano sedici. Certo non era una classe numerosa, ma negli anni a seguire furono tantissimi i genitori che scelsero di affidare a loro i propri figli. Nel giro di pochi mesi, oltre che ad Aiello e nelle numerose contrade, le suore raggiunsero  anche la vicina parrocchia di Cleto in aiuto al parroco Don Rosario Brunetti e successivamente a Serra. Le attività svolte erano diverse: scuola di taglio e ricamo, lezioni ai meno dotati, visite agli infermi, catechismo, animazione liturgica, ecc. In pratica non si fermavano mai in quanto quando per gli altri è tempo di vacanza il loro lavoro continua.
Madre Pia Rosati diceva: “Possiamo dire che la Parrocchia è la nostra famiglia: i suoi problemi sono i nostri, le sue gioie e dolori, sono pure le nostre gioie e i nostri dolori. Guardiamo questi nostri fratelli con tanta speranza e amore, sicure che dando, riceviamo”.          
Negli anni successivi
Non è facile elencare tutte le attività che le nostre suore hanno svolto in trent’anni nel nostro paese, vero è che molto spesso grazie a loro si sono potute realizzare cose altrimenti irraggiungibili. In passato l’economia di Aiello era basata sull’artigianato per cui la possibilità di poter frequentare un corso di taglio e ricamo con tanto di qualifica a seguire, significava avere la possibilità di avviare un’attività lavorativa vera e propria. In tante, donne e ragazze, frequentarono il corso che poi avrebbe dato loro un lavoro, e molte di esse, come da tradizione, ebbero la possibilità di confezionarsi da sé il proprio corredo nuziale.
Un’altra attività, fondamentale per la nostra comunità, è l’assistenza al prossimo; in passato come anche oggi diverse sono le persone, soprattutto anziani,  che per diversi motivi rimangono sole e abbandonate a sé stesse. In silenzio, senza clamori e senza pretesa alcuna, le suore si recano nelle case portando conforto, allegria e quando serve anche sostentamento. L’assistenza agli indifesi, agli ammalati, agli emarginati, è il loro modo per rendere lode a Dio, perché non c’è opera più grande che saper donare un sorriso.
Grazie alle suore è andata avanti l’ACR, che radunava tantissimi ragazzi nella preghiera, nella meditazione, ma anche nel gioco e nel divertimento. Quante gite e quante scampagnate all’aperto, quante gare hanno organizzato insieme. In fondo bastava avere un pallone o giocare a nascondino per fare la felicità di decine di fanciulli.
Riunirsi in preghiera è lo spirito che contraddistingue i campi scuola per adulti e per ragazzi. Quasi ogni anno, nel periodo estivo, ci si reca per una settimana  in località tranquille, spesso immerse nella natura, per raccogliersi in preghiera, per incontrarsi con i coetanei di altre comunità, per approfondire quella spiritualità  e quello spirito di condivisione che li accompagnerà nei mesi a seguire.
Da oltre un decennio le suore hanno fondato l’ANSPI , associazione di oratorio che ha rivoluzionato il vivere quotidiano di tutti gli aiellesi. Sotto questo nome sono raccolte tutte le generazioni e le attività svolte sono le più disparate: teatro, canto, danza, gioco, pellegrinaggio. La Festa della Famiglia poi è l’occasione giusta per unificare il tutto in una giornata che è sempre un’occasione di incontro e di confronto, un modo per trascorrere una giornata all’insegna dell’allegria, della preghiera, della musica, dei giochi ed anche per gustare un delizioso pranzo all’aperto.
Tra le ultime iniziative, non per questo di minore importanza, è la fondazione del Centro Anziani intitolato proprio alle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Si tratta della prima, concreta opera dedicata agli “evergreen” aiellesi. Non è per fare retorica, ma il ruolo degli anziani, nella società moderna, spesso è sottovalutato ed è causa di emarginazione un po’ dappertutto. Ma grazie alla tenacia e alla caparbietà delle suore, i nostri anziani hanno modo di sentirsi ancora importanti ed hanno la possibilità di confrontarsi in un ambiente diverso dalle mura domestiche. Il centro è frequentato da uomini e donne adulti, ma non manca il sostegno e la presenza dei giovani, compresi gli operatori del servizio civile che annualmente si danno il cambio. Cosa di non poco conto se si pensa alla disoccupazione che attanaglia il Sud! Qui si gioca a carte, si raccontano storie della vita quotidiana, si inventano scenette e non solo: si organizzano gite, campi scuola, pranzi collettivi. È sicuramente la medicina migliore contro ogni forma di solitudine e di abbandono della persona.
In luglio, per il secondo anno consecutivo, è stato organizzato il GREST , ovvero una settimana all’insegna del gioco finalizzato all’apprendimento della Parola di Dio, un modo per riunire bambini e ragazzi  nel divertimento e nella gioia di stare insieme.
Il bello di tutto ciò è la collaborazione, la solidarietà che si crea tra la gente grazie alle suore. Dall’animazione del Santo Natale alle allegre sfilate del carnevale, dalle gite all’estero ai campi scuola, dalla festa della famiglia al pranzo degli anziani, dal GREST all’incontro coi bisognosi, ci rendiamo conto che sarebbe difficile immaginare la nostra vita senza la presenza delle nostre sorelle. Esse sono per noi un esempio di vita da seguire perché la loro opera è assolutamente sincera, costante, disinteressata… e scusate se è poco!
Esse guardano alla vita di ognuno, cercando di far capire che ogni persona davanti a Dio è grande, perché da Lui amato; guardano al futuro con la fiducia e la speranza che scaturisce solo dal Cuore di Gesù.
Su imitazione di tale Cuore e di Teresa Verzeri, la ricerca della “volontà di Dio” è il loro “primo amore” e il servizio ai fratelli le vede sempre pronte ad “andare” seguendo il motto che Teresa ha, loro, lasciato “ANDIAMO”
“Il futuro ci aspetta. Ci aspetta la gloria di Dio”.

Elenco delle Suore della Casa di Aiello
Dal 1976 al 2006
Suor Rosaria Sana
Suor Concetta Spiridigliozzi
Suor Assunta Rugolotto
Suor Pia Rosati
Suor Genoveffa Rossi
Suor Giuseppina Albertini
Suor Ignazia Balestrazzi
Suor Giuliana Mignani
Suor Paola Pili
Suor Chiara Rea
Suor Cristina Chimenti
Suor Maria Gianelli
Suor Antonietta Perini
Suor Ezia Montagni
Suor Letizia Zanderigo
Suor Paola Tondo

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