Fusione tra comuni. Favorevoli o contrari?


Si torna a parlare di fusione tra comuni del basso Tirreno cosentino. A porre l'attenzione sul tema, è stato nei giorni scorsi Enzo Giacco, segretario del circolo Pd di Amantea. Giacco, in buona sostanza, ritiene che l'accorpamento di piccoli municipi in collettività più ampie, unendo economie, risorse, competenze ecc., possa migliorare la qualità della vita dei cittadini. La questione non è di poco conto, e necessita di essere affrontata e accompagnata da una approfondita discussione nelle diverse comunità. Vedremo se e come si evolverà il dibattito.
La storia passata del comprensorio, intanto, ci offre già un esempio di fusione tra piccoli paesi, durata però solo pochi anni. Il sedici maggio del 1928, per gli effetti del Regio Decreto 9 aprile di quell’anno, e in virtù del Decreto prefettizio del 7 maggio che fissava la data effettiva di unificazione al 15 dello stesso mese, i centri abitati di Aiello, Cleto e Serra erano divenuti un unico comune. Nel giugno del 1937, invece, l’esperienza della nuova Aiello si concludeva definitivamente con l’autonomia di Serra, e dopo che Cleto aveva riacquistato la propria nel 1934.

Per leggere di più sul progetto Guerresi di unificazione dei comuni di Aiello, Serra e Cleto:

Dibattito su fusione tra comuni. Il caso di Aiello Calabro, Cleto e Serra D'Aiello



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