Tasse. Parla la consigliera Fenice Bossio: "Ecco perché mi sono astenuta su alcuni punti nell'ultimo Consiglio Comunale"

Riassumo qui i motivi che hanno portato alla decisione di astenermi dall'approvazione di alcuni punti all’odg dell’ultimo consiglio comunale, in particolare tariffe TARI e Bilancio Preventivo 20 14.
Avere un bilancio fotocopia a volte è un bene, altre no perché purtroppo le condizioni economiche e sociali sono cambiate e in peggio.
La tariffa sui rifiuti vede un aumento di 0,50 euro. È vero che si deve coprire il 100% del costo del servizio ma per una questione di equità sociale, a mio avviso, il costo deve essere sostenuto in base al servizio che il cittadino riceve. Il comune sostiene un costo fisso e uno variabile. Quest’ultimo dipende dalle tonnellate di rifiuti che si conferisce in discarica. Tale quantità proviene dal centro e dalle periferie. È fuori dubbio che nelle campagne si produce di meno, tant'è che il servizio di raccolta avviene ogni 15 giorni in media, a fronte della raccolta quotidiana del centro. Questo aspetto, che per altro non è nuovo alla discussione in seno al consiglio, unito al fatto che, a mio parere, l'aumento avrebbe potuto essere più contenuto, non mi hanno permesso di votare a favore di un bilancio che non va nella direzione che vorrei per il paese.
La ripartizione delle risorse, in particolare, non tiene conto di quelle che dovrebbero essere considerate priorità. Ad esempio, la previsione di spesa per la manutenzione ordinaria delle strade che è poco superiore a 15.000 euro a fronte dei circa 12.000 euro previsti per le festività e dei circa 30.000 delle spese per contenziosi.
In sostanza è vero che le risorse sono sempre più limitate ed è diventato difficile garantire i servizi primari ma proprio per questo bisogna vedere dove spendere i soldi e chiedersi "SONO SOLDI BEN SPESI?!?" La risposta consente di fare una programmazione seria, ma tutto deve partire dall'analisi dei bisogni principali della comunità.
Si potrebbe pensare, sin da ora, per il prossimo bilancio, di attuare una delle parole che più si utilizzano in campagna elettorale: “partecipazione”.
Il bilancio partecipativo, adottato in molte realtà, è infatti una pratica che consente a ciascun abitante di proporre e poi decidere, con la votazione, in che modo usare alcuni fondi del Comune. E’ una forma di democrazia diretta che consente al cittadino di influire concretamente sulla gestione della cosa pubblica e sentirsi realmente parte attiva.
Fenice Bossio

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