Il Legno, mostra sulla storia e la lavorazione del legno nella provincia di Cosenza. Tra gli oggetti esposti, tre pezzi del museo di Aiello

... Siamo riusciti ad andarci alla mostra sul Legno, ospitata al MAM (Museo delle Arti e dei Mestieri) della Provincia di Cosenza, e abbiamo potuto vedere gli oggetti - nella sezione "Il legno nell'esperienza quotidiana dell'antica civiltà contadina", provenienti dal Museo di Aiello (non istituendo, come è scritto sul catalogo della mostra, ma già istituito, se non erriamo, in un consiglio di fine settembre 2008, che ne aveva approvato il regolamento), ubicato in via Valle ed ancora in allestimento... (quando sarà aperto al pubblico?).

Torchio per la pigiatura dell'uva - vai alla scheda
Link:
- Foto & Schede del catalogo sui pezzi esposti (Pagina G+ I Blog del Tillesino);

NOTE
Il museo civico è un progetto elaborato e presentato nel 2003 con la Legge regionale 31/95; e finanziato ad ottobre 2004 per 30 mila euro. In seguito, le risorse finanziarie sono state utilizzate per acquistare una collezione “di grande interesse storico ed etnografico” dal collezionista Ubaldo Gallo. La collezione era custodita nel museo delle Rimembranze.

Il compito precipuo della Mostra Permanente denominata “Rimembranze” - leggiamo da uno scritto dell'epoca trovato in Rete - è quello di documentare e custodire gli stili di vita e le attività socio-economiche e culturali del mondo popolare e contadino Calabro-Bruzio del recente passato e di trasmettere alle generazioni contemporanee il valore culturale di quel patrimonio. Inoltre, per un diffuso bisogno di ritrovare le proprie radici e l’interesse per questo mondo “scomparso” si nota un po’ ovunque il fiorire di allestimenti di collezioni, mostre, musei variamente denominati e qualificati, tutti però finalizzati alla riscoperta ed alla ricerca della propria cultura e storia del passato.
Quindi, gli attrezzi, utensili, arredi e materiale vario esposti in questa Mostra delle Rimembranze non parteciperanno più alle opere ed alla vita delle popolazioni. Tuttavia, sono la testimonianza visiva e documentata di un passato, di un costume, di una cultura che ormai non c’è più; sono là e perseguono tutti indistintamente uno scopo comune: offrirsi allo sguardo per essere ammirati.
I settori in cui sono divisi gli oggetti esposti sono dieci: quello denominato “ambiente” con tavole a colori micologiche, nidi di uccelli e fauna calabrese imbalsamata; “arti e mestieri” dove si pùò vedere, ad esempio, una fucina completa per fabbro e maniscalco, alimentata con mantice di cuoio e corredata da vari utensili; “commercio” con bilance, pesi, listino prezzi di osteria anni ’40 e la degustazione della famosa caramella artigianale cosentina, denominata “Ciccillo”. Poi, c’è il settore della civiltà contadina, quello delle “curiosità”, la sezione “hobby” con una vasta ed assortita collezione di vecchie bottiglie di liquori da litro; il “modernariato” di cui, particolare è la radio d’epoca con giradischi incorporato; il settore “storia” con foto e stampe di Garibaldi, i fratelli Bandiera, Cavour, Mazzini ed altri; lo “sport” ( sci di legno completi di attacchi e di scarponi con chiodi e di racchette di bambù degli anni ’30 e ’40 per esempio) e la zona “Vita domestica” (pentole in rame, lanterne e lucerne a petrolio e ad olio, piatti di terracotta e di ceramica, forno da campagna con riscaldamento diretto a carbone vegetale ed altro).

Finalità - Documentare e custodire gli stili di vita e le attività socio-economiche e culturali del mondo popolare e contadino calabrese e di trasmettere alle generazioni contemporanee il valore di quel patrimonio.

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