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Opere di Antonio Del Corchio, artista ajellese dell'800, esposte al Mam di Cosenza


L'esposizione, dal titolo "Cosenza e le Arti. La collezione di dipinti dell'800 della Provincia di Cosenza (1861-1931)" propone per la prima volta al pubblico i dipinti realizzati nell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento dagli artisti che ricevettero il sussidio economico dell'Amministrazione Provinciale di Cosenza per conseguire gli studi nelle Accademie di Belle Arti di Napoli, Roma e Firenze. La mostra presenta la consistente collezione di dipinti dell'800 di proprietà della Provincia alla quale si aggiungono i saloni affrescati (visitabili) del palazzo del Governo, avvalendosi anche dei prestiti di Enti quali la Biblioteca Civica, Banca Carime, l'Ordine degli Avvocati e la Camera di Commercio. Essa intende riscoprire e ricostruire -attraverso gli studi confluiti nel catalogo- un'intensa e prolifica produzione artistica fiorita all'indomani dell'Unità d'Italia nella provincia di Cosenza, riconnettendola direttamente ai più noti sentieri dell'arte nazionale. Dalla ritrattistica alla pittura di storia di ambito accademico, l'esposizione giunge a definire i caratteri di una pittura fortemente influenzata dalla temperie fascista e dal clima di denuncia sociale primo novecentesco, incrociandosi con temi di natura sociale, filosofica e politica.

L'inaugurazione è prevista per giovedi 13 giugno alle 18,00.

Tra le opere esposte ci saranno anche quelle di Antonio Del Corchio, artista ajellese dell'800. Nel catalogo della mostra, come ci ha informato la curatrice dott.ssa Anna Cipparrone, vi sono pure riportate ampie ricerche eseguite sul Nostro.
Breve profilo biografico
Antonio Del Corchio, nasce in Aiello Calabro il 24 settembre 1834. 
Dal 1853 al 1863 risulta essere uno studente di belle arti, ritenuto meritevole del sussidio concesso dall’Amministrazione Provinciale. Secondo lo studioso Raffaele Borretti, il Del Corchio fu allievo di Aloisio, (di cui era nipote) come può desumersi dal fatto che in una delle tele conservate a Laurignano (Frazione di Dipignano) è decifrabile la sua firma, apposta sotto il solito monogramma di Aloisio.
Il Padula, per lui, ebbe espressioni di apprezzamento: «(nelle sue opere) vi è verità, vi è vita, vi è tuono di tinte, quello che però ammiriamo nel Corchio è la sua facoltà inventiva».
Opere:
Affreschi Cupola di S. Geniale, ora Sacro Cuore, Chiesa di S. Maria Maggiore in Aiello Calabro;
Beato Domenico Lentini da Lauria, olio su tela, Fondazione, Lauria.

LUZZI
Madonna della Sanità
La chiesetta è in muratura semplice con portale in pietra tufacea. A destra dell'ingresso c'è un'altra entrata sormontata da una finestra con cornice chiara. All'interno si trova un altare barocco con una tela della Madonna della Sanità (prima metà del XVIII secolo) recentemente attribuita a Francesco Lopez (T. P.). Nel piccolo edificio sono custodite le tele "S. Pietro d'Alacantara" e "Gesù Crocifisso" (entrambe di Giuseppe Cosenza, rispettivamente del 1864 e del 1866), il dipinto "La Madonna del Pettoruto" (di Antonio del Corchio, 1893), una tela raffigurante la Madonna del Rosario (fine XIX secolo) e la statua della Vergine.
La chiesa della Madonna della Cava fu edificata nella seconda metà dell'800. L'interno tre piccole navate decorate degli anni quaranta da Emilio Jusi. Sull'altare è posto un quadro che raffigura l'Apparizione della Madonna alla piccola Lucrezia. Altre opere sono due tele del pittore italo-americano Giuseppe Cosenza da Luzzi (Luzzi 1846- New York 1922), dipinte nel 1866, e raffiguranti rispettivamente, il Beato Umile da Bisignano in estasi e una del Crocifisso. Un quadro della Madonna del Pettoruto appartiene a Antonio del Corchio (1863), mentre porta la data del 1893 un'immagine della Madonna del Rosario.

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