“Acqua…risorsa di vita” i bambini dovevano essere protagonisti, ma gli adulti pessimo esempio

L’esibizione dei bambini conclusa bruscamente dall’intervento della dirigente scolastica perché la rappresentante dell’amministrazione comunale ha parlato di referendum. Gli alunni (elementari e materne) non hanno capito perchè sono stati riportati in aula tra gli schiamazzi degli adulti
Amantea, 29 mag. 2011 - Gli alunni delle scuole materne ed elementari hanno partecipato con entusiasmo al progetto “Acqua…risorsa di vita” portato avanti per oltre tre mesi dal corpo docente in collaborazione con il Comitato civico Natale De Grazia, che si sarebbe dovuto concludere sabato scorso con la presentazione dei lavori realizzati nelle aule e con l’esibizione dei bambini presso l’auditorium delle scuole medie di Amantea. Centinaia di bambini non hanno potuto esibirsi e sono state riportati in aula per una incomprensibile decisione della dirigente delle scuole elementari Manzoni e Pascoli che ha interpretato un incidente di percorso del tutto fortuito come un mossa “studiata ad arte” per far passare un messaggio elettorale a favore dei referendum del 12 e 13 giugno.

Non era certamente nelle intenzioni del comitato strumentalizzare i bambini o la manifestazione a scopi elettorali. Né questo poteva avvenire, conoscendo lo sviluppo mentale dei bambini ed i conseguenti livelli di apprendimento ed interiorizzazione dei messaggi esterni mandati dagli adulti. La situazione incresciosa che si è venuta a creare e l’esempio dato da alcuni adulti sono stati  alquanto diseducativi per i bambini che si sono impegnati nei lavori di gruppo e che volevano essere protagonisti della loro “recita” tanto attesa.  Aver  impedito ai bambini di esprimersi, essere protagonisti e far conoscere a tutti, genitori in primis, il lavoro svolto è stata una decisione per loro incomprensibile e che andava  assolutamente evitata.
In realtà il progetto “Acqua risorsa di vita”, vista anche la tenera età dei bambini coinvolti, non rientrava certamente tra le iniziative portate avanti dall’associazione a favore della campagna referendaria “2 Si per l’acqua bene comune”, ma un modo per sensibilizzare i più piccoli al rispetto dei beni comuni e dell’ambiente e accrescere in loro la consapevolezza che le risorse naturali come l’acqua sono limitate e vanno salvaguardate. Questa iniziativa era la prima di una serie che il comitato intende portare avanti nei prossimi anni in collaborazione con le scuole del comprensorio e con le istituzioni, sulle tematiche ambientali.
Il comitato ha rispettato la volontà della dirigenza scolastica e la sua perentoria richiesta fatta nei giorni precedenti la manifestazione che consisteva nel divieto di non far riferimento ai referendum e di non esporre nell’auditorium il logo del comitato. Genitori e docenti hanno potuto constatare come la sala sia stata allestita principalmente con i lavori realizzati dagli alunni e nel rispetto della sensibilità dei bambini e come l’intervento del professore Alfonso Lorelli in rappresentanza del comitato De Grazia sia stato di carattere generale e molto educativo.
E’ evidente che l’invito ad andare a votare ai referendum espresso da Monica Sabatino – già presidente del consiglio comunale con delega alla cultura – come ella stessa ha riferito, è stata una dichiarazione di carattere personale determinata dal fatto che non era a conoscenza del divieto imposto dalla dirigente e di cui si è anche scusata con i presenti. Il suo era un intervento istituzionale legittimo e come tale non sottoponibile a divieti o condizionamenti da parte di altri. Il Comitato De Grazia aveva avvertito l’Amministrazione della volontà espressa dalla dirigente ma evidentemente per un difetto di informazione tale volontà non è stata riferita alla incolpevole Sabatino. Tra l’altro Gianfranco Posa, presidente del comitato De Grazia, nel corso di un precedente incontro aveva riferito alla dirigente scolastica che egli si faceva garante che nessun membro del comitato avrebbe proferito parola sui referendum ma cha allo stesso tempo il comitato non poteva ovviamente, sentirsi responsabile e farsi garante delle opinioni che sarebbero state espresse dall’amministrazione comunale, il cui invito era stato concordato con la scuola.

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