Acqua Bene comune. Ad Aiello una raccolta di firme per ripresentare all'Assise civica una proposta di delibera per la gestione pubblica del servizio idrico

AIELLO CALABRO - E' in corso, da sabato pomeriggio (20 novembre), una raccolta di firme tra i cittadini aiellesi (dopo la raccolta firme  a giugno scorso per la campagna referendaria), a supporto della proposta di delibera, da parte del Comitato civico spontaneo "Valle Oliva", relativa alla gestione pubblica dell'acqua. L'iniziativa, in preparazione anche della manifestazione nazionale del 4 dicembre a Cosenza, si riferisce alla richiesta di modifica dello Statuto comunale, peraltro già presentata a giugno scorso (Area org. prot. generale N° Prot. 0002263 dell'11/06/2010) alla quale non era stata data alcuna risposta da parte della locale amministrazione. Il Comitato civico, ricordiamo, come ad Amantea aveva fatto il Comitato De Grazia, aveva chiesto al Sindaco ed all'intero Consiglio «di adottare provvedimenti atti a scongiurare che l'acqua pubblica diventi una merce privata su cui speculare, apportando delle modifiche alla Statuto comunale dove si riconosca che il Servizio Idrico Integrato sia un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini (…)».
Ora, la proposta rimodulata, come detto, verrà ri-presentata a breve e sarà corredata dalla firma di tutti i cittadini che condividono la battaglia per l'acqua intesa come bene comune che non deve finire in mano ai privati.
Quella di Cosenza del prossimo dicembre sarà una manifestazione con lo scopo di sostenere la proposta di moratoria, "un provvedimento richiesto dai movimenti per l'acqua alle forze politiche e istituzionali - citiamo dal Blog del Comitato De Grazia - per sospendere tutte le scadenze previste dal "Decreto Ronchi" e impedire la soppressione delle Autorità d'Ambito territoriale (ATO). La decisione di sopprimere le ATO, come organi di decisione da parte dei Comuni sui modelli di affidamento del servizio idrico, rischia di far accelerare i processi di privatizzazione e va di conseguenza posticipata dopo aver acquisito i risultati del referendum. Poiché in caso di elezioni anticipate, la scadenza referendaria, attualmente prevista per la primavera 2011, verrebbe posticipata di un anno, si chiede anche a Governo e Parlamento l'emanazione di un provvedimento di deroga a quanto previsto dalla Legge 352/1970, in modo da poter svolgere i referendum sul'acqua comunque entro l'anno prossimo. I cittadini che hanno posto la loro firma a favore dei referendum hanno capito che la battaglia per l'acqua pubblica è una battaglia di civiltà, per la tutela e l'accesso universale ad un bene comune. Concetti incompatibili con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita. La straordinaria raccolta di firme referendaria e la diffusa consapevolezza sociale sul tema dell'acqua richiedono il rispetto, da parte delle istituzioni, di una volontà popolare già espressa, quella di poter votare prima possibile su un tema essenziale per la vita delle persone".
Approfondimenti
www.difendiamolacalabria.com
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