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Aiello, San Giuliano per i Luoghi del Cuore 2010. C'è ancora tempo sino al 30 settembre per le segnalazioni

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AIELLO CALABRO – C’è ancora tempo sino al 30 settembre prossimo per partecipare al censimento 2010 “I Luoghi del Cuore” dal Fondo Ambiente Italiano. Si può votare sul sito www.iluoghidelcuore.it, su Messenger e su www.iluoghidelcuore.msn.it, oppure inviando cartolinepresenti nelle filiali di Intesa Sanpaolo, e presso le Delegazioni FAI.
Tra le 60 mila segnalazioni, sinora raccolte, compaiono pure beni della cittadina, in particolare, tra i beni da proteggere, tutelare, o strappare alla inesorabile azione del tempo e dell’incuria umana, c’è la Chiesa di San Giuliano. A promuovere l’iniziativa sul web è il Blog di Aiello Calabro che ha invitato, a cadenze periodiche, tutti gli utenti e chi ha a cuore il patrimonio artistico e culturale dell’antico borgo, ad esprimere la propria preferenza.
«Come abbiamo avuto modo di verificare di persona, qualche tempo fa – scrive la redazione del blog cittadino -, la situazione della chiesa è gravissima. L’umidità – oltre al pavimento sconnesso, a evidenti crepe nei muri - sta erodendo gli affreschi ottocenteschi dell’Aloisio e c’è pericolo anche per le altre strutture architettoniche e per le statue lignee lì conservate».
Della chiesa del periodo gotico-aragonese, costruita presumibilmente sotto la famiglia Siscar, feudataria dello stato aiellese, originariamente trinavata ed oggi molto irregolare nella struttura, fanno parte due splendide cappelle: quella del SS. Rosario, sede dell’omonima confraternita; e quella della Madonna del Carmine, certamente la più interessante dal punto di vista artistico, che presenta – come spiega lo studioso Gianfrancesco Solferino - un arco in pietra arenaria scolpito in doppio ordine con lesene jonico-composite e lesene a grottesche muliebri. L’opera assomiglia molto, nella esecuzione, per le decorazioni ed il materiale usato, a brani architettonici del Convento francescano degli Osservanti, la cui committenza fu dei Cybo e si suppone che anche per San Giuliano ci sia stata l’intervento dei feudatari e dell’equipe dello scultore fiorentino Pietro Barbalonga, che ad Aiello si stabilì e dove aprì una scuola di scalpellini.

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