Antica Temesa. Ritrovata a Campora (Amantea, Cs) una Villa romana del II-III secolo d.C.

Il Quotidiano della Calabria 2.07.2010
GALLERIA FOTOGRAFICA formato 800x600 (ph. bp)

Commenti

  1. Gabriele Emilio Chiodo - Soveria Mannelli2 luglio 2010 18:01

    Felicissimo di questo scavo. La segnalazione della D.ssa Luppino Silvana ( e anche mia..un po') del 1981 in "Temesa e il suo territorio" era esatta...Ci sono voluti quasi 30 anni per fare "vedere il sole" a questa Villa di campagna!
    Grazie a coloro che l'hanno fatto!!

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  2. Sono ben contento di queste noitizie cosi importanti. Ma, oltre a dare la notizia e poi tutto finisce li, ci sarebbe da mettere in piedi un sistema di fruizione turistica, aperta a tutti e non solo aperta secondo criteri d'apertura assai personali. Cultura e Turismo, vanno di pari passo. Un territorio che non espone la propria storiae la propria cultutra, non ha turismo. E infatti, da queste parti, il tursmo, quel poco che è rimasto, è un turismo che ciabatta dalla branda alla spiaggia e tutto finisce li.

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  3. negli ultimi anni la voglia di valorizzare il territorio calabro e l'area dell'antica "Temesa" ha permesso di portare alla luce questi tesori..........io ho fatto la mia tesi di laurea su questo territorio e sono feria che il lavoro del prof. La Torre e dei collaboratori e della Sovrintendenza archeologica della Calabria vada avanti....

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  4. Bellissima scoperta. Ora, bonificando il sito dell'Oliva, recuperando la colonna ritrovata in quel torrente, creando un sistema museale-archeologico della zona, è possibile creare un indotto del turismo archeologico e culturale. L'area è colma di ritrovamenti, il potenziale turistico-archeologico è notevole. Per fortuna le amministrazioni locali iniziano a comprendere l'importanza di un sistema integrato fra comuni, università e aziende. Ancora però non è abbastanza. Creare un piccolo antiquarium (in una struttura esistente comunale) che impedisca ai pezzi di migrare a Reggio o a Sibari. Rendere fruibili tutti i siti, anche quelli minori, elaborando mappe e percorsi. Ma per fare ciò è necessario che gli archeologi diano un contributo diverso da quello fornito sinora. Sarà perché studiosi locali, quindi in fondo permeati della stessa mentalità degli amministratori, non giova a nessuno fare la storia come nel XVIII secolo. Sono per loro a prediligere l'ipotesi che fosse la Temesa omerica, per campanilismo. Non solo non c'è alcuna prova ma questa tesi va incontro a una serie di contraddizioni. I poemi omerici furono creati durante il medioevo ellenico, prima dell'inizio della grande colonizzazione. Potrebbe essere uno di quegli episodi che gli aedi aggiungevano e che sono tipici della struttura aperta poemi orali. Temesa è ricca di rame, nel Savuto c'è? Gli studi mostrano tracce di rame in Calabria ma molto lontano dal Savuto. In ogni caso il rame è così sporco e misto ad altri minerali da preferirgli l'estrazione in altri luoghi. Cipro nell'antichità non era semplicemente un luogo ricco di rame ma è il rame per antonomasia, fino al XVI secolo il simbolo alchemico del rame fu quello della cipride Afrodite. Altro argomento: non è che prima o poi spunterà la patria dei Feaci? Non è detto che tutti i luoghi del mito corrispondano ad altrettanti luoghi reali. Secondo me comunque il riferimento è alla Tamassos cipriota (www.tamassos.org). E' inutile ripetere l'auctoritas di Strabone, non solo è molto ma molto posteriore alla Temesa omerica ma è anche un gran frottolone. Fosse per Strabone l'ecistica darebbe anche al più sperduto villaggio origini mitiche e nobilissime…

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  5. …nessuno hai mai pensato criticamente alla gran bufalata dei Bruzi e degli Enotri? Puzza di pregiudizio romano ed è inverosimile e assurda. Un bravo studioso deve diffidare delle fonti non aderirvi come la carta copiativa. Temesa del bruzio fu un villaggetto di coloni crotoniati misti ad autoctoni. Neanche vale l’argomento della quantità e qualità dei reperti ritrovati, primo perché c’è pochissimo rame, poi perché anche in altri luoghi calabresi sono state trovate cose simili. Ma questi resti sono muti, non dicono -ciao studioso, siamo la Temesa omerica-. E' bello per gli autoctoni sperare nel mito ma non bisogna confondere il desiderio con la storia. Temesa omerica è Tamasson di Cipro (patria per antonomasia del rame), dire che in Calabria c'è la città di Polite crea due effetti: ridicolizza gli studiosi locali agli occhi della comunità scientifica, fa percepire un senso d'inferiorità e uno spirito di rivalsa. La Magna Grecia, Temesa bruzia compresa, è già grande di per sé, magnifica, fondamentale all'occidente. Non ha bisogno di simili sciocchezze per saperlo. Il fatto che una tribù enotra abitasse il sito non significa che fosse la Temesa omerica. A Tamassos (la Temesa cipriota omerica) i ritrovamenti sono anche precedenti (5200 a.C.), con moltissimo rame. Altrimenti dovremmo dedurne che poiché a Locri ci sono ritrovamenti paleolitici è quella la vera Locride greca, che sarebbe assurdo. È stata trovata una villa romana a qualche chilometro dall’abitato bruzio di Temesa, in epoca romana le città greche e a maggior ragione le sottocolonie (come Temesa) e i phrurioi decaddero. E' l'epoca delle ville, il contrario della città. Spero questo bellissimo angolo di Calabria possa risorgere, come appunto nel mito della Fenice, grazie alla capacità e all’intraprendenza dei propri figli, saldi sulle colonne degli avi più remoti.

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  6. Commento da inserire sulle vostre pagine web ,se gradito
    Fuori dai circuiti istituzionali ,trovata la teoria unificata, ,da un ricercatore solitario.
    La Via della Verità,(l’attuale teoria unificata),fu già trovata e poi smarrita nella Magna Grecia.
    Parmenide chiarì che l'Essere mentale Vero è puntiforme ,indiviso e indivisibile.
    Pitagora chiarì che il mondo materiale visibile è apparente è fatto di numeri.
    Poi i sofisti e gli atomisti ci portarono fuori strada.
    I primi fondando il relativismo delle opinioni tutte equipotenti,(un vero assurdo che nega la Verità, persino con le congetture).
    Gli atomisti capovolsero invece definitivamente il concetto di ciò che è reale e di ciò che è apparente, portando l'ipotesi di realtà sulla materia e negando persino come esistente il mondo mentale invisibile.
    In realtà la materia è invece una costruzione matematica coerente ma finta,(Un’ipotesi ipotetica deduttiva. Ovvero un’ipotesi valida solo nel proprio sistema assiomatico mentale).
    Pertanto i sensi e il cervello leggono come un hardware materiale ciò che è solo una simulazione matematica,(la materia).
    La mente è invece un reale e puntiforme software invisibile.
    Non è dunque più difficile di ieri trovare oggi la teoria unificata.
    Semplicemente oggi ci sono più opinioni e congetture sbagliate da abbandonare.
    Io l'ho fatto e unificando Parmenide con Pitagora ,ho confutato la via delle opinioni, ritrovando così la VIA DELLA VERITA'.
    LO RIASSUMO QUI DI SEGUITO :
    Parmenide intuì la non località delle particelle fondamentali, ponendo tutto nell'Essere puntiforme ,così come sta cominciando ad argomentare la fisica quantistica. Pitagora intuì che il vuoto primordiale non è affatto il nulla assoluto,(che resta un assurdo inesistente) ,ma è solo un mondo astratto fatto di numeri immateriali che rappresentano ipotesi materiali finte, che rappresentano la materia in teorema di numeri quantici, a contorno di punti spaziali virtuali.
    Come si può ben vedere dunque ,secondo questa rivisitazione della Via della Verità ,effettuata con la mia reinterpretazione riveduta e corretta,la teoria unificata ora c'è.
    Io l'ho trovata e non c'è più niente di utile nelle cose complesse ma sbagliate ,che attanagliano la teoria Standard indecidibile e/o incompleta e la successiva teoria delle stringhe.
    Ciò a cui si riferiscono ancora mplti scienziati ,sono dunque speculazioni irresolute e irrisolvibili ,che tentano invano l'estensione dell'attuale teoria standard che rimane incompleta e indecidibile.
    Bisogna abbandonarle dunque ,perché sono tutte ipotesi sbagliate.
    L'estensione della teoria standard è stata già trovata da me con il pensiero sineterico, ed è ora disponibile sul sito http://www.webalice.it/iltachione nel trattato : IL TACHIONE IL DITO DI DIO.
    Questa teoria è stata ispirata al mio intelletto da San Pio da Pietralcina, il quale disse: “farò più rumore da morto che da vivo “.

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