Focolarini. Tempi.it intervista l'Aiellese Maria Voce, presidente del Movimento fondato da Chiara Lubich

Intervista a Maria Voce
Un carisma che conquista anche molti non cattolici. Un movimento capace di dar vita a vere e proprie “città cristiane”, con tanto di (efficace) modello di sviluppo economico studiato nelle università. I segreti e i prodigi dei focolarini spiegati dall’erede di Chiara Lubich

di Valerio Pece
«Che tutti siano uno». È tutto qui il programma di vita di Chiara Lubich, di cui il 14 marzo si sono celebrati i due anni dalla scomparsa. «Per queste parole siamo nati», ripeteva. «Per l’unità, per contribuire a realizzarla nel mondo». Non è un caso se durante i suoi funerali un monaco buddista ha dichiarato: «Chiara non appartiene solamente a voi cristiani. Ora lei e il suo ideale sono eredità dell’umanità intera». Ed è così: l’unità bramata da Chiara ha contagiato tutto il mondo. Nata a Trento, l’Opera di Maria (questo il nome ufficiale del movimento dei Focolari) in poco più di sessant’anni di vita si è diffusa in 182 paesi: dall’America all’Asia, dall’Africa all’Oceania, arrivando a conquistare anche molti non credenti attratti dall’ideale dell’unità tra i popoli. Da due anni a guidare il movimento è Maria Voce. Emmaus, come l’ha “ribattezzata” Chiara Lubich. Col sorriso disarmante che sempre l’accompagna, quasi una divisa per il laborioso e solido popolo dei focolarini, rivela: «Chiara ci ripeteva che l’Opera è come un tessuto al telaio: anche se un filo cede, tutti gli altri tengono. Abbiamo un’assoluta speranza in questa rete d’amore»...
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