L'Espresso riapre il caso Cetraro. "E' un'altra la nave dei veleni"



Le rivelazioni del pilota del Rov che il 12 settembre scorso s'immerse a 470 metri in cerca dei bidoni tossici nel cargo affondato dal pentito Fonti
di CARLO CIAVONI


ROMA - Quella in fondo al mare di Cetraro, scoperta la scorsa settimana e risultata - secondo il ministero dell'Ambiente - una nave passeggeri - la Catania - affondata nel 1917 e non la tanto temuta "nave dei veleni", potrebbe rivelarsi invece la "nave delle bugie". In questa storia, in altre parole, c'è qualcuno che non dice la verità.
L'Espresso, oggi in edicola, pubblica un articolo di Riccardo Bocca, nel quale viene riportata la trascrizione della testimonianza audio del pilota del Rov - Remotely Operated Vehicle, il congegno meccanico dotato di telecamera per l'esplorazione dell'ambiente sottomarino - che il 12 settembre scorso scese a 470 metri per verificare se nelle stive di quello scafo c'erano o no dei bidoni sospetti.

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