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I Rassicuratori. Un nuovo mestiere raccontato dal giornalista Francesco Cirillo



di Francesco Cirillo
E' nato un nuovo mestiere. Un mestiere che si può fare anche esercitando un'altra professione. Forse l'unico mestiere che non ne esclude un altro. Non esiste una facoltà universitaria dove si può imparare questo mestiere, né un corso professionale. Per diventarne parte e farsene interprete basta possedere una qualità che a molti manca, quello dell'essere ottimista anche se c'è un bombardamento in corso o se si sta cadendo dall'ultimo piano di un grattacielo. Se si è ottimista si può diventare "rassicuratore". Il rassicuratore ha una funzione sociale basilare e centrale alla nostra società piena di paure, timori,terrori, ansie,preoccupazioni, inquietudine, angosce,fobie,sgomenti. Il rassicuratore penetra nelle funzioni ed organismi dello stato. Diventa Procuratore dell'antimafia per esempio, o ministro dell'ambiente, o giornalista professionista, o anche sindaco, o assessore, o presidente della provincia, o insegnante di scuola, o dirigente di partito. Non si espone subito. Sta in sonno, come un appartenente alla massoneria e viene svegliato al momento giusto. Quando il panico è generale, quando la gente non vuole più uscire di casa, quando ha paura di comprare qualche alimento, quando smette di portare i figli a scuola. Succede per esempio che si scoprano rifiuti tossici seppelliti da mafiosi nelle scuole di Crotone, o che si individuino radiazioni pericolose lungo il fiume Oliva ad Amantea, o che si scopra una nave piena di fusti radioattivi davanti a Cetraro, o si scoprano rifiuti sotterrati nella fabbrica Marlane in pieno centro di Praia a mare, o si sappia di 35 mila tonnellate di ferrite di zinco seppelliti nella piana di Sibari, e la gente cominci a ragionare sull'aumento dei tumori, sull'arsenico nei pesci, sul cobalto nei capelli dei propri figli e cominci quindi a non comprare pesce, non passare nella zona della Marlane, non attraversare il fiume Oliva, non mandare i propri figli a scuola. Poi questa gente, per protestare comincia pure a partecipare alle manifestazioni organizzate dagli ambientalisti, e appena vede un politico su un palco comincia a fischiare ed a sbraitare. A questo punto c'è bisogno del rassicuratore. Un domani prossimo metteranno dei megaschermi nei paesi e nelle grandi città, ma anche nelle contrade e nelle periferie come nel film "Blade Runner", per far sentire la voce del rassicuratore. Oggi la Calabria è piena di rassicuratori. Li vediamo e ne leggiamo le gesta ogni giorno. Un sindaco invita a mangiare il pesce e fa vedere egli stesso con la sua famiglia che lo mangia in un ristorante famoso, un presidente di provincia fa lo stesso anzi chiede al governo di intervenire per aiutare le famiglie che non vendono più alimenti considerati pericolosi, un procuratore dell'antimafia va in televisione insieme al ministro dell'ambiente e insieme rassicurano la gente che una nave da guerra conosciuta da tutti da almeno 20 anni è stata confusa con una nave di rifiuti tossici inesistente, e così i sindaci che firmano manifesti invitando la popolazione a ritornare alle vecchie abitudini gastronomiche. Qualcuno non abbocca. Ma tanti ci credono, si lasciano rassicurare, come se ci si facesse cullare dalla propria nonna, e come automi ritornano a comprare e friggere pesci all'arsenico, ripassano nel fiume Oliva prendendosi il carico di 30 radiografie, si fanno i bagni a Cetraro, prenotano la prossima stagione estiva nel tirreno cosentino certi di trovare mare pulito e non radioattivo. E' grazie ai rassicuratori che l'economia va avanti e tutti possano ritornare felici e contenti nelle proprie abitazioni certi che i mattoni siano fatti con l'argilla e non con le ferriti della Pertusola. Grazie per rassicurarci del nostro destino, i malati di tumore ad ogni seduta chemioterapia, si sentiranno più tranquilli.

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