Divorzio con AdP. Le ragioni del Consigliere Lepore



AIELLO CALABRO – Tra Alleanza di Progresso ed il consigliere Luca Lepore, eletto nelle fila del movimento di opposizione, il divorzio sembra essere definitivo. Dopo il comunicato di AdP dei giorni scorsi in cui si rendeva pubblica l’uscita dal gruppo di Lepore, chiedendone nel contempo le dimissioni, lo stesso consigliere ha diffuso una nota nella quale spiega le sue motivazioni.
«Il Direttivo di AdP per Aiello – scrive Lepore - mostra di essere eccessivamente intempestivo, stranamente sbrigativo e incomprensibilmente nervoso. E così, anzicché approfondire le ragioni per cui il sottoscritto ha deciso di abbandonare la lista in cui è stato democraticamente eletto e di denunciare pubblicamente di non condividerne più idee e proposte (ma quali?), alza la voce e quasi fosse una sorta di Tribunale dell’Inquisizione di triste memoria, decreta su due piedi il mio allontanamento dalla lista in cui mi ero presentato agli elettori».
«Tutto ciò accade – riferisce - quando la politica diventa improvvisazione ed i suoi interpreti si muovono come dilettanti allo sbaraglio o, ancor peggio, come apprendisti stregoni. Apprendisti stregoni appaiono, infatti, coloro i quali non solo comunicano con ritardo una situazione già diffusamente conosciuta ma, allo stesso modo di come fanno i bambini capricciosi quando sanno di avere torto, battono i piedi e urlano, chiedendo a gran voce le dimissioni del sottoscritto. Possibile mai – si chiede Lepore - che costoro non si rendano conto che la libertà di scelta e di espressione sia ormai un valore universalmente riconosciuto da tutte le democrazie del mondo? Per quale recondito motivo un consigliere comunale che è stato democraticamente eletto e che, perciò, deve rispondere solo ai propri elettori e alla propria coscienza, dovrebbe rassegnare le dimissioni per il solo fatto di aver cambiato idea?».
«È evidente – spiega - che il sottoscritto non ha condiviso per nulla il modo di fare opposizione di AdP in seno al Consiglio Comunale di Aiello. Non si può stare, infatti, in un consesso civico così importante pronunciando solo “no” pregiudiziali, non avanzando mai alcuna proposta positiva e portando avanti solo una contrapposizione sterile, preconcetta e personale nei confronti del sindaco. Dico ciò – aggiunge - dopo mesi di travaglio e dopo aver maturato una scelta ponderata e consapevole finalizzata alla costruzione del bene comune, a favore della collettività e del nostro paese».
«Altri eletti anche per effetto dei voti conquistati dal sottoscritto sul campo – conclude Lepore -, farebbero bene a rivedere le proprie posizioni, cominciando ad essere più positivi e più propositivi nell’interesse esclusivo della nostra comunità. Io continuerò a rimanere al mio posto e non mi lascerò intimidire o influenzare da pressioni e ultimatum fuori luogo e senza senso, che lasciano solo il tempo che trovano».

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