Bonifica e messa in sicurezza dei territori, sit-in dei movimenti ambientalisti davanti le prefetture calabresi



Dal Comitato Civico De Grazia riceviamo e diffondiamo

Stamani la Calabria che protesta contro l'avvelenamento e il degrado progressivo dei propri territori è ritornata in piazza. Questa volta, dopo la manifestazione del 24 ottobre scorso ad Amantea, il popolo degli ambientalisti ha chiesto l'attenzione delle istituzioni sulle tante "sinistre" vicende di inquinamento e di deturpazione del paesaggio calabrese che negli anni hanno devastato la regione. In contemporanea in tre Prefetture calabresi, quella di Cosenza, Reggio Calabria e Crotone, ed a seguire nel pomeriggio in quella di Catanzaro e di Vibo Valentia, rappresentati dei principali movimenti, associazioni e comitati che hanno organizzato la manifestazione di Amantea, hanno protestato contro lo stato di abbandono a cui è stata condannata la Calabria. Ad iniziare dalla superficiale e sbrigativa risposta offerta dal Governo nazionale sulla vicenda delle "navi dei veleni" di Cetraro. Secondo le tante sigle ambientaliste presenti davanti ai Palazzi del Governo presenti in Calabria si è voluto frettolosamente chiudere un capitolo molto più vasto e che non interessa solo l'inquinamento del mare calabrese attraverso lo smaltimento illecito di sostanze tossiche e radioattive. Ai prefetti delle cinque province calabresi gli ambientalisti hanno consegnato materiale di rivendicazione del diritto alla salute che ogni cittadino calabrese dovrebbe vedersi automaticamente riconosciuto. Non è possibile assistere impotenti alla lenta agonia di una regione intossicata da ogni sorta di rifiuto nocivo, devastata da una speculazione edilizia senza regole, dalla svendita delle proprie risorse naturali vitali come l'energia e l'acqua e da una pessima gestione del rifiuti solidi urbani. Ai rappresentati delle istituzioni gli ambientalisti calabresi hanno chiesto di essere ascoltati e fatti partecipi del processo decisionale delle prossime politiche che interessano la regione.
Proprio per coordinare al meglio le prossime iniziative ed unificare gli sforzi nella difesa di questa terra le associazioni ambientaliste, i movimenti, i comitati calabresi si incontreremo il 6 dicembre, a Lamezia Terme, per creare un fronte comune contro la devastazione del territorio e del futuro stesso della Calabria. Subito dopo il 19 dicembre prossimo gli ambientalisti si ritroveranno tutti assieme a Villa San Giovanni, per dire no al Ponte sullo Stretto.


Tanti luoghi una sola voce 

(Altra Lamezia / ARCI Crotone / Associazione Confronti  / Associazione Paolab / Associazione Ambientalista "Il riccio" - Castrovillari / Associazione Universitaria "Udu Cosenza" / Beni Comuni Cosenza / Casa della Legalità - Lamezia /CGIL Amantea / Centro Sociale "La Riscossa" / Cib Unicobas / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale "Filol.8 - Azioni Manifeste" / Collettivo Universitario "P2 - Occupata" / Comitato Civico "Natale De Grazia" / Comitato Civico "Valle Oliva Terre a Perdere" / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica "Bruno Arcuri"/ c.s.o.a. "A. Cartella"/ FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / Movimento Ambientalista del Tirreno / Movimento "Terra, Aria, Acqua e Libertà" - Crotone / Progetto Universitario Unical - "Ateneo Controverso"/ Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joao - Lamezia Terme / TerritoRio T)  

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