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IL PREZZO ALTO DELLA LIBERTÀ E DELLA DEMOCRAZIA . Ovvero quando si rinuncia a difendere la propria dignità ed il diritto di cittadinanza

Da Alleanza di Progresso per Aiello riceviamo e pubblichiamo 


Oggi, è sempre più evidente il fatto  che un dubbio amletico  assale le generazioni attuali e, soprattutto, quelle giovanili: quelle più deboli ed indifese. Dubbio che avvolge di torpore ed incertezze  non solo la loro vita quotidiana, ma anche il  suo significato, la sua essenza morale, ideale e spirituale.
Vero è che, per ciascun individuo, essere protagonista del proprio futuro rispetto al non essere parte attiva del proprio destino, specie in una società  beffarda, goliardica e priva di valori come quella attuale; appare sempre di più una discriminante fondamentale.  Discriminante, attraverso la quale si decide quale significato dare alla propria esistenza, ai propri valori etici, al concetto di democrazia e libertà. Purtroppo tale discriminante è fortemente condizionata  da messaggi esterni  e, quindi,  da impulsi  non propri, personali e soggettivi. Sicché, la volontà di essere se stessi  spesso è condizionata da compromessi e rinunce che modellano e marchiano negativamente il comportamento sociale  e le relazioni  collettive. Verosimilmente tali comportamenti assumono livelli significativi di degrado  la dove  si circostanziano e manifestano  congiunture culturali, economiche e sociali. La dove, in sostanza: la pratica servile, la cultura della riverenza, la politica clientelare e la necessità dei bisogni  ha preso il sopravvento rispetto  alla cultura del diritto e dell’indipendenza. In sostanza si è realmente liberi se le condizioni sociali liberano l’individuo dal bisogno  ed i codici etici della democrazia e del rispetto della dignità del cittadino: costituiscono i capisaldi del governo della cosa pubblica e del territorio.  Amaramente si constata che il nostro paese, Aiello Calabro, da anni ha targato il suo sistema politico-culturale ad immagine e somiglianza  di un modello  regimentato  ed a democrazia vigilata. Un paese dove si respira l’aria pesante del pensiero unico ed interessato, fintamente democratico e conciliante. Pensiero che si impone ed alimenta anche grazie all’indifferenza e cieca rassegnazione dei cittadini. Un paese  dove una sorta di deficienza e volgarità intellettuale  sta invadendo sempre di più il corpo sociale e si sta insinuando  nei piccoli aspetti della vita quotidiana, nel momento in cui il consenso politico si compra a buon prezzo ed attraverso l’uso della pratica clientelare, l’elargizione di favori e promesse il più delle volte a debito e, in ultimo, la dispensa gratuita di lusinghe e sorrisi ingannevoli. E’ necessario che, una volta per tutte, l’opinione pubblica  si chieda  perché accade tutto ciò.
La risposta per molti versi è ovvia  ed è da  ricondursi, verosimilmente, all’assenza di una classe sociale guida e di una lunga assenza di ricambio generazionale e culturale delle classi dirigenti e di governo politico-amministrativo. Infatti, l’immaginario collettivo ha mostrato costantemente di prediligere la continuità agnostica al governo della cosa pubblica, di condividere l’uso spregiudicato di pratiche egoistiche, l’isolamento e la solitudine nei riguardi dei rapporti sociali collettivi e culturali. Sicché, culturalmente, il paese sembra aver perso il senso comune, il senso del dialogo, della  solidarietà, il rispetto delle libera opinione ed espressione di idee. Alleanza di Progresso è estremamente preoccupata  di tutto ciò poiché nota che nel nostro paese: al degrado economico e sociale si unisce un degrado  molto più importante come è quello  dei valori e delle idealità. Questa triste storia collettiva chiama, purtroppo, in causa le istituzioni, il potere politico, l’associazionismo locale e, di traverso, anche il mondo religioso. Per varie ragioni ognuno, per proprio conto, ha abdicato alla doverosa funzione educativa. Questa, colpevolmente piegata e rassegnata ad assolvere, più che mai, una funzione subalterna ed obbediente  alle voglie ed alla  pratica di governo  di parte e fine a se stesa.  Non a caso, la democrazia dell’alternanza alla guida amministrativa del paese, ha miseramente lasciato il posto ad una sorta di sultanato egocentrico, retrivo e nichilista sul piano del rispetto delle regole democratiche, che dura da tanti anni. Sultanato  che ha prodotto e continua a produrre gravi danni alla crescita morale, etica e culturale del paese stesso nel momento in cui il delirio di onnipotenza di alcuni amministratori ha plagiato le coscienze circa la loro presunzione di infallibilità e la loro presunta e falsa volontà di essere sempre dalla parte della ragione, dei più deboli e bisognosi.  Prima che sia troppo tardi, Alleanza di Progresso fa appello alle forze più sane, coraggiose ed avvedute  affinché si uniscano per una battaglia di principi e di valori. Battaglia di principi e valori  più che mai necessaria affinché si liberi il futuro  del nostro paese:  dal grigiore culturale, dall’apatia  verso la militanza politica, dalla rassegnazione, dalla aprioristica rinuncia ad essere protagonisti  e parte attiva del nostro stesso futuro. Con questo appello vogliamo aprire una stagione di grandi battaglie democratiche e libertarie, nell’interesse di tutti e nell’interesse della crescita civile ed ideale  della nostra comunità. Chi ci crede ci segua, perché l’orgoglio di essere liberi, forti, determinati e protagonisti della nostra stesso storia: è talmente grande, nobile e ricco di idealità; che nessuno può fermarci. Per questa battaglia di valori e di principi  riteniamo necessario coniare uno slogan che sarà  il nostro marchio di qualità ed il nostro “refrain” nelle lotte politiche che d’ora in avanti, purtroppo, ci aspettano ovvero: “Uniti per essere liberi e forti”.  Slogan che ripeteremo sempre ed ovunque, affinché questa triste storia riacquisti il senso alto della democrazia e delle libertà.

Alleanza di Progresso per Aiello

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