Aiello, Vicenda libro Balzerani. Lorenzo Conti fa un esposto alla Corte dei Conti della Calabria



Da Lorenzo Conti, figlio di Lando, già Sindaco di Firenze ucciso dalle BR nel 1986, recentemente ospite di un incontro ad Aiello Calabro organizzato dall'Udc Giovani, riceviamo e pubblichiamo.




***
Firenze, 24 ottobre 2009




Lettera Aperta
Alla Corte dei Conti
Procura Regionale per la Calabria
c.a. Procuratore Cristina Astraldi




Sono Lorenzo Conti, figlio di Lando, già Sindaco di Firenze, assassinato dalla BR-PCC il 10 febbraio 1986.
In questi giorni mi sono recato ad Aiello Calabro per tenere un convegno “Gli anni di piombo, dalla parte delle vittime”.
Questa manifestazione nasce dai giovani della città in risposta alla presentazione del libro “Perché io, perché non tu” dell’ex terrorista Barbara Balzerani voluta dal Sindaco della città di Aiello, Franco Iacucci. Nelle motivazioni del Sindaco appariva “motivazioni legate all’esigenza, a volte dimenticata, di ripensare il nostro passato recente che spesso semina più dubbi che certezze”.
Io una certezza ce la ho: la Balzerani Barbara, nel processo di Napoli, il 12 Febbraio 1986 (dopo 36 ore dall’omicidio di mio padre) rivendicò dal carcere, l’assassinio di mio padre….
Non entro nel merito morale della vicenda…
Mi voglio invece soffermare su un altro aspetto: in quell’occasione il Sindaco Iacucci comprò, con i soldi del Comune, un certo numero di copie del libro. Sempre il Sig. Sindaco affermò: “il libro di Barbara Balzerani è uno strumento didattico da consigliare”.
Allora mi nascono delle domande spontanee:
• Si può impegnare il denaro pubblico proveniente dalle tasse regolarmente pagate dai cittadini onesti (compreso me e la mia famiglia) per acquistare libri “didattici” simili a “Perché io, perché non tu”?
• Quante copie del libro sono state acquistate e a quale prezzo?
• Chi a deliberato tale stanziamento?
• La scelta è stata condivisa con il Consiglio Comunale?
Nella mia famiglia ci è stato insegnato che il denaro pubblico deve essere amministrato con la maggiore attenzione ma, forse, questo concetto è ormai passato?
Così, come tanti altri, mi domando se tanta “ondata riabilitatoria” di ex terroristi di destra e sinistra, anonimi e no, significhi che “hanno vinto loro” con l’abbandono del Paese ad un regime di impostura e violenza che mio padre, milioni di persone per bene, i giudici, poliziotti, carabinieri, hanno combattuto.
Oggi sembra essere nato un nuovo status giuridico: il terrorista, cui pentito o no saranno comunque estesi in un futuro neppure lontano, come alle persone per bene, favori e persino diritti, protetti dalla Legge.
Mi si dice che il tutto rientri nell’alveo di quel doveroso sentimento di umana solidarietà, di volontà di riabilitazione, che connota un buon Governo.
Ed è qui che non capisco, domandandomi se sia giusto, che taluno di costoro possa sentirsi onorato di contiguità e amicizia con chi fu disposto ad uccidere.
Tristi pensieri, verso questa amata Repubblica cui non riesco a spiegare tanta attenzione da una fra le sue più belle regioni e da un suo Sindaco verso uomini di tanta caratura criminale.
Cosa avremo noi oggi insegnato?
Lorenzo Conti

Commenti

  1. Ernesto Cicero31 ottobre 2009 08:25

    Il sig. Conti ha mantenuto la promessa di denunciare il "fatto"alla Procura ed alla Corte dei Conti e questo è già tanto.Ora vediamo se questi Tribunali hanno tempo e voglia di decidere o quantomeno dare un giudizio.Aspettiamo

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  2. http://www.liberoreporter.it/NUKE/news.asp?id=4407

    Il COISP: “Diciamo basta allo scempio di trasformare dei carnefici in eroi. Ai giovani si insegni la verità”



    “Se il sindaco di Aiello Calabro avesse avuto bisogno di un ‘testo didattico per insegnare la storia degli anni ‘70 ai giovani’, come ha dichiarato, avremmo potuto offrirgli noi le testimonianze vere di coloro i quali, per mano di quegli stessi brigatisti che lui ha foraggiato con l’acquisto di libri, hanno vissuto l’inferno”. E’ questa la posizione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, in merito alla denuncia messa in luce da Lorenzo Conti, figlio di quel Lando Conti, ucciso dalle Brigate Rosse. Il primo cittadino del comune calabrese ha infatti acquistato, con soldi pubblici, le copie del libro di Barbara Balzerani, terrorista già processata e condannata a tre ergastoli, nel corso del processo “Moro ter” .In tutte le ricostruzione storiche dell’esperienza politica e militare delle Br, il nome di Barbara Balzerani ricorre frequente soprattutto nell’ultima fase della storia brigatista quando, dopo l’arresto di Mario Moretti, Balzerani diventa la militante di anzianità maggiore ancora in libertà, assumendo così la guida dell’ultima generazione del Partito armato. Partecipa al commando che il 16 marzo 1978 rapisce in via Fani, a Roma, il Presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro, partecipa al sequestro Dozier come membro dell’esecutivo Br: è tra quanti, insieme a Savasta, Lo Bianco e Novelli, ne pianificano l’azione e la dirigono. È arrestata dai Carabinieri a Ostia (Roma) il successivo 19 giugno, in compagnia del convivente Giovanni Pelosi. Dal carcere rivendica l’omicidio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti (10 febbraio 1986) e la rapina di via Prati di Papa (14 febbraio 1987) durante la quale perdono la vita gli agenti portavalori Roberto Lanari e Giuseppe Scravaglieri. “Il pedigree della Balzerani è di quelli che farebbe impallidire il peggiore dei delinquenti. E un’amministrazione pubblica che fa? Nel tentativo malriuscito di un revisionismo storico, che apre ferite laceranti nell’anima e nella vita dei familiari delle vittime, riabilita la figura di una terrorista, che per giunta non si è neanche mai avvicinata al sentimento di pentimento e ne foraggia l’attività acquistando libri, intrisi ancora di una dialettica tanto violenta quanto è riportata in maniera subdola. Ecco perché - conclude Franco Maccari - non solo appoggiamo la protesta di Lorenzo Conti, quanto chiediamo agli organi competenti, come la corte dei Conti, di verificare la fondatezza della spesa affondata dal sindaco di Aiello Calabro. Siamo stufi di essere sempre quelli che capiscono e siamo stanchi di vedere che i carnefici, quando iniziano a raccontare la loro verità, diventano eroi moderni, passando sopra il male che hanno fatto e le ferite che hanno lasciato aperte”.

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