Ad Amantea domani la mamma di Ilaria Alpi e la vedova De Grazia


(AGI) – Catanzaro, 23 ott. – Sono annunciate in migliaia le persone che domani scenderanno in piazza ad Amantea, in provincia di Cosenza, per chiedere «alle autorità competenti di intervenire per una celere bonifica dei siti calabresi contaminati e per far piena luce sul traffico di rifiuti pericolosi e sulle navi a perdere». Una manifestazione promossa dal comitato «Natale De Grazia» e alla quale hanno già aderito associazioni, movimenti, semplici cittadini, ma anche politici, partiti, parlamentari, europarlamentari e sindaci dei vari schieramenti. A sfilare per le vie cittadini dovrebbero esserci anche la madre di Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 uccisa in Somalia; la moglie del capitano della marina militare De Grazia, ucciso mentre indagava sulle scorie in Calabria; leader politici quali Antonio Di Pietro, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, e i vertici nazionali delle forze politiche di sinistra. Il comitato organizzatore ha annunciato in una nota di avere deciso, anche per motivi temporali, di dare la parola soltanto alle associazioni più rappresentative tra le tantissime che hanno dato la loro adesione e che hanno partecipato attivamente all’organizzazione ed alla definizione degli obiettivi da raggiungere. Le sole istituzioni che esprimeranno la loro opinione dal palco saranno la Regione Calabria e la Provincia di Cosenza in ragione dell’impegno finora dimostrato e di quello futuro nel seguire le vicende dell’inquinamento dei siti a terra e nel mare. Non sono previsti altri interventi di rappresentanti politici, d’altronde il comitato ha evidenziato che «quella del 24 ottobre è, e rimane la manifestazione dei cittadini italiani, dei calabresi». Il messaggio lanciato dai promotori dell’iniziativa non si ferma solo alla «nave dei veleni» di Cetraro, ma è quello di «pretendere la verità provata, documentata e condivisa sui tragici problemi ambientali che investono il nostro territorio, dove noi viviamo e vogliamo continuare a vivere con la certezza che la nostra salute non sia in pericolo. Non accetteremo altri tentennamenti e bugie. Vogliamo la verità che Natale De Grazia, al costo della vita, ha inseguito anche per noi e che noi non possiamo tradire. Continueremo sulla strada che il capitano De Grazia ha tracciato – conclude il Comitato – affinchè il suo sacrificio non sia stato vano»

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