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Sondaggio Centri storici più belli di Calabria. Aiello tra i primi

AIELLO CALABRO - Grazie all'iniziativa del Blog di Aiello Calabro, sposata anche dal sito web AielloCalabro.Net, e soprattutto grazie ai tanti voti di voi navilettori, la nostra cittadina risulta essere tra le prime in classifica del gioco-sondaggio de Il Quotidiano della Calabria "Vota il centro storico più bello della Calabria". Oggi, i voti totalizzati sono 102, e la posizione in classifica è l'11esimo posto. Ma siamo certi che con il vostro aiuto possiamo risalire ancora qualche posizione. Intanto, ieri, sulle pagine del Quotidiano, si parlava proprio delle bellezze di Aiello. Ecco, di seguito, l'articolo a firma di Franco Dionesalvi.

***

Fonte Il Quotidiano della Calabria di venerdì 3 luglio '09

Troppi tesori dimenticati

di FRANCO DIONESALVI

SONO tanti i voti finora giunti per il nostro gioco-sondaggio, segno che ha raccolto il vostro interesse: grazie! Qui a fianco trovate la classifica aggiornata, e potrete divertirvi a leggere i nuovi risultati di tappa, che comunque non cambiano granché la situazione rispetto a ieri.

Fra i centri storici emergenti, nella nostra classifica, segnaliamo Aiello Calabro. Lì va ricordato il castello quattrocentesco, ancora discretamente conservato: le torri e le mura perimetrali sono presenti. Se il castello sovrasta Aiello, più giù c'è la chiesa di San Giuliano, che si fa risalire al 1400. Vi è poi la chiesa di santa Maria delle Grazie, che ha una loggia a cinque arcate, e una cappella barocca che conserva, seppur per frammenti, degli affreschi antichi. Ancora da ricordare la chiesa di santa Maria Maggiore, e i palazzi settecenteschi che sorgono nell'intarsio di caratteristiche viuzze di questo sito: fra questi il palazzo Malaspina e il palazzo Viola.

Quel che emerge, in questo viaggio che, col pretesto della classifica, stiamo compiendo fra le antiche bellezze storiche ed architettoniche della Calabria, è che la nostra regione ha davvero tanti piccoli tesori, che spesso i suoi stessi abitanti conoscono solo parzialmente. E ce ne sono in lungo e in largo: chi, ad esempio, mi avesse seguito ad Aiello Calabro, come farebbe poi a non soffermarsi sulle bellezze che offre la vicina Cleto, o ancora, scendendo verso il mare, su Amantea? Naturalmente una considerazione che spesso si associa a questa meraviglia è quanto poco incida questa ricchezza sulla nostra economia, e quanto maggiormente potrebbe farlo se la politica di sviluppo turistico del nostro territorio avesse finalmente un'impennata. Giusta considerazione; ma è corretto riportare anche le opinioni opposte. Di chi, ossia, ritiene che una politica di sviluppo turistico a valanga in realtà porterebbe sì vantaggi economici, ma anche disastri riguardo all'ambiente e alla vivibilità.

Del resto, le dissennate costruzioni sulle nostre spiagge non sono indice di uno sfruttamento del territorio irrazionale e dissennato? Lo sviluppo turistico deve esserci, sì, ma nel rispetto dei luoghi, della loro natura e delle loro caratteristiche. Molti luoghi, ad esempio, hanno bisogno di silenzio, di luci soffuse: le luci delle discoteche e i panini di Mc Donalds li distruggerebbero. Bisogna trovare insomma un punto d'equilibrio, fra lo sviluppo selvaggio e l'abbandono ai detriti, ai crolli e alle ragnatele.

Commenti

  1. Non posso non rilevare alcune inesattezze contenute nell'articolo. Ma prima è che la chiesa delle Grazie non ha una loggia con 5 arcate; la seconda è che la Cappella Cybo non è barocca, ma rinascimentale. O meglio ancora manieristica, come ci suggerisce lo storico dell'arte Gianfrancesco Solferino.

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