L'Istituto Papa Giovanni XXIII chiude. Articoli di Fortunato e Muoio

Fonte Il Quotidiano della Calabria, 1 marzo 2009, pag. 10

Papa Giovanni smembrato. La Procura di Paola accelera e mette i dipendenti con le spalle al muro. I malati saranno trasferiti in sei strutture dell’Asp

di Maria F. Fortunato

COSENZA - Il trasferimento di pazienti e dipendenti, in un rapporto di uno ad uno, in sei strutture dell'Azienda sanitaria provinciale. E' la proposta illustrata ieri dal direttore generale dell'Asp, Franco Petramala, ad una delegazione di lavoratori del “Papa Giovanni XXIII” di Serra d'Aiello e ai sindacati, convocati d'urgenza dopo la disposizione di sgombero dell'istituto emessa dal pubblico ministero Eugenio Facciolla.
Delle strutture elencate dal dg, solo una, l'Onpi di San Lucido, è già attiva. Qui potranno essere trasferiti al massimo una ventina di degenti. Gli altri passeranno invece in strutture chiuse da sette anni (alcune mai aperte) e che l'Asp stava per riattivare a Marano Marchesato, Spezzano Albanese, Mottafollone, Terranova da Sibari e Canna. L'operazione richiederà i necessari «tempi tecnici », ma, assicura Petramala, l'apertura di tutte le strutture era imminente.
I degenti del “Papa Giovanni” al momento sono 290. Si ipotizza che una settantina di loro potrà rimanere a Serra d'Aiello, in una serie di gruppi appartamento esterni di cui è dotata la struttura, laddove risultassero idonei. Il servizio, che farà comunque capo all'Asp, verrà però esternalizzato con la pubblicazione urgente di bandi aperti a imprese private o – è una delle ipotesi prospettate dal dg - a cooperative formate dagli stessi dipendenti. I bandi comprenderanno le figure professionali attualmente in servizio al “Papa Giovanni” e conterranno la clausola sociale per l'assunzione, o in via diretta o in mobilità, di quel personale (i dipendenti non in cassa integrazione sono 300 su un totale di 500 circa). 
I lavoratori hanno respinto subito la proposta, che richiederebbe per loro il trasferimento da una costa all'altra della provincia e il passaggio sotto altro regime di assunzione. I loro toni durante l'incontro tradivano la loro esasperazione. Petramala ha cercato di rassicurarli in ogni modo, sottolineando che il committente del servizio resta l'Asp e qualora il privato dovesse non ottemperare alla corresponsione degli stipendi l'azienda sanitaria sarebbe pronta ad intervenire. «Comprendo i disagi - commenta Petramala - Ma la disposizione del magistrato deve essere eseguita e credo che la proposta dell'Asp sia quella che garantisce il miglior processo di accompagnamento».
Il sindaco di Serra D'Aiello, Antonio Cuglietta, ha ricordato che c'è l'intenzione di chiedere alla Regione un accreditamento di 300 posti letto per il Papa Giovanni. Ma i tempi necessari per rimettere a posto la struttura e ottenere i permessi dalla Regione non sembrano coincidere con quelli dello sgombero ordinato. 
L'incontro, al quale hanno preso parte Cgil, Cisl, Uil, Casil, Cisal e Fiels, si è risolto senza un'intesa con le parti sociali. La Cgil, che ha partecipato con Franco Bozzo, Francesca Sciolino e Piero Piersante, ha abbandonato il tavolo a metà riunione. La proposta per loro «è irricevibile » e si chiede pertanto alla Regione di istituire una unità di crisi ad hoc «in cui tutti i soggetti in causa si assumano le proprie responsabilità». La Cgil in una nota lamenta l'assenza di garanzie sulla «stabilità del posto di lavoro», sulle «ingenti spettanze pregresse vantate dai lavoratori», sul «percorso terapeutico al quale andranno incontro i ricoverati». Infine giudica «strano che si decida improvvisamente di chiudere questa vicenda il giorno dopo che si è concretizzata una possibile soluzione - è scritto nella nota - Infatti, sappiamo che è stato siglato un protocollo d'intesa tra la Curia di Cosenza e un imprenditore selezionato a seguito di avviso a evidenza pubblica, il quale ha già convocato per il 5 marzo le organizzazioni sindacali per illustrare il piano d'impresa».
Con le altre sigle presenti all'incontro resta un filo di dialogo aperto. «Abbiamo chiesto al dg Petramala di articolare nei dettagli la sua proposta - dice Antonio Verrino della Uil – Noi vorremmo gestire la complessità, e non subirla, ed evitare il muro contro muro».
L'Asp, dal canto suo, andrà avanti. E se nelle prossime ore non si chiuderà l'intesa con i dipendenti, procederà al trasferimento dei soli pazienti.


Protesta dei lavoratori dell’Ipg
di Rino Muoio

COSENZA –La decisione dell'autorità giudiziaria, nonostante il quadro oggettivamente nefasto della situazione, ha mandato comunque in confusione i lavoratori, che in queste settimane si erano concentrati sulla trattativa che la curia cosentina stava conducendo con la Fiorile srl, la società ligure interessata a rilevare il Papa Giovanni. La firma dell'accordo, ufficializzato giovedì scorso, aveva fatto sperare in una evoluzione diversa, mentre invece da giorni si lavorava per mettere a punto l'operazione di trasferimento degli ospiti. A fronte di tutto questo, l'assemblea urgente dei lavoratori , consumatasi ieri mattina, più che registrare una reazione è apparsa quasi uno psicodramma collettivo. E di visi provati se ne sono visti molti anche nella stanza del sindaco Antonio Cuglietta, preoccupatissimo. Con lui i colleghi di Aiello e Belmonte Calabro. Attaccati al telefono hanno cercato informazioni e rassicurazioni, ma l'amarezza per una soluzione difficile da digerire non è stata celata.
«Ci hanno mandato un fax spedito da un hotel di Campora San Giovanni, non hanno neanche avuto il coraggio di venire qui da noi», dicono i dipendenti dell’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello. I dipendenti hanno subito barricato l'istituto, ponendo delle auto davanti all’ingresso.

Commenti

  1. Siamo 2 dipendenti dell'istituto papa giovanni XXXIII° e volevamo esprimere tutto il nostro rammarico per la eventuale e prossima chiusura dell'istituto. noi ci occupiamo della preparazione dei pasti che vengono erogati presso questa clinica. chiediamo, unitamente a tutto il personale vostro dipendente, al magistrato che si sta occupando del caso, un po' di clemenza e che si passi una mano sulla coscienza. restiamo fiduciose per un risvolto positivo, e porgiamo i nostri piu' sinceri saluti.

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  2. Saranno contenti adesso che il papa giovanni ha chiuso le porte
    Ha chi ha fatto comodo? Vorrei capire, invece di salvaguardare gli ospiti e i lavoratori e tutto quello che ne consegue perchè è stata scelta la strada della distruzione? Dove sono le istutuzioni? La Chiesa dovrebbe aiutare, è proprio così?

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