Un termovalorizzatore in provincia di Cosenza? Forse ad Aiello Calabro?

Ancora da Amantea.Net pubblichiamo una nota che ci riguarda probabilmente da vicino. Circola voce che il governator Loiero ha intenzione di costruire un bel termovalorizzatore dalle nostre parti. Almeno questo è ciò che si sostiene nell’articolo che potrete leggere qui di seguito.
Naturalmente, il Blog di Aiello Calabro è SFAVOREVOLE a tale ipotesi. Siamo per la raccolta differenziata innanzitutto.


Fonte www.amantea.net di Giuseppe Marchese e Calabria indymedia 

L’Ansa ha reso noto che in Calabria potrebbe essere costruito un nuovo termovalorizzatore. Lo ha affermato il governatore della Calabria, Agazio Loiero, a margine di un incontro svoltosi a Roma sull’ambiente e gli ecomostri da abbattere in Calabria. Ricordando che “non si può concentrare tutto su Gioia Tauro”, Loiero ha sottolineato la necessità di costruire un nuovo termovalorizzatore “nel posto giusto”, che potrebbe, quindi, essere individuato in provincia di Cosenza. “Su questo - ha concluso - stiamo lavorando”. Chissà se Oliverio è d’accordo?
La questione è vecchia. Già in passato il potente governatore calabrese aveva dichiarato che «Con il Commissario la Regione sto facendo un intenso lavoro per localizzare alcune discariche in diverse aree della Calabria, in attesa del secondo termovalorizzatore, soluzione obbligata, se si vuole evitare che la Calabria diventi una nuova Campania ci vuole solidarietà concreta tra Comuni, senza far emergere egoismi municipalistici che servono solo ad aggravare la situazione».
Non ci sono più verdi nel suo governo e nemmeno oppositori. E dove sono i Verdi di Cosenza? Ma dove punteranno per fare il secondo inceneritore?! Nelle montagne dietro Aiello Calabro, dove un tempo c’era un sindaco dichiaratamente disponibile (maledette royalties), tanto più che i venti o vengono dal mare, ed in tal caso i fumi vanno alle spalle di Aiello, o vanno verso il mare, ed in tal caso i fumi vanno verso altri paesi (chissà quali sono i comuni prossimi in linea d’aria alle montagne dietro Aiello? Basta guardare una cartina. (Fatelo!) O punteranno verso San Lorenzo del Vallo il comune del sindaco Marranghello (stessa cosa per i fumi) anche se questi sembra sia passato verso i dissociatori molecolari. Certo, sembra che la popolazione di Gioia Tauro sia diventata molto sospettosa e molto reattiva e sia pronta a grandi proteste, inaccettabili in periodi preelettorali che potrebbero sovvertire i risultati sperati. Ma nemmeno la popolazione di Cosenza pare disponibile ad accettare supinamente questa imposizione che in verità proviene da lontano e che vede in Loiero forse un mero esecutore di impegni assunti da altri e quindi un esecutore per conto.
Ma perché siamo contro gli inceneritori?
1) Ma perché incenerire i rifiuti se sono una risorsa? Questo ci hanno detto per decenni. TUTTI. Ed ora li inceneriamo?
2) Incenerire significa vanificare la raccolta differenziata dei materiali. Anche in questo caso ci hanno detto che dovevamo differenziare TUTTI ed ora dopo aver differenziato bruciamo?
3) Per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, un terzo diventa cenere che, come rifiuto tossico, ha bisogno di discariche. E non si tratta di bucce di cocomero che si trasformano in humus!
4) L’energia ricavata dalla combustione dei materiali riciclabili è molto inferiore a quella risparmiabile con il loro recupero;
5) Durante la combustione dei rifiuti si liberano nell’aria diossine e furani, metalli pesanti, particolato, ecc. Ad esempio Brescia ha l’aria più inquinata della Lombardia da PM10 e i bresciani hanno già nel sangue una contaminazione da diossine superiore agli abitanti di Severo (fonte ASL Mantova);
6) È dannoso ai bambini. Uno studio realizzato già nel 2004 nella regione Rhone Alpes (Francia) ha rilevato nei bambini appena nati, le cui mamme abitavano nei pressi dell’inceneritore, un aumento delle malformazioni rispetto alla media nazionale: + 20% anomalie cromosomiche, + 29% malformazioni alla bocca, + 44% malformazioni dell’intestino, + 51% malformazione dei reni. Nel dicembre 2007 la diossina trovata in alcune partite di latte bresciano, destinato alla centrale del latte, ha costretto a distruggerlo;
7) Lo paghiamo noi. Costruire un inceneritore costa più di 300 milioni di Euro (circa 600 miliardi di Lire). Fa guadagnare solo chi lo gestisce che usufruisce delle sovvenzioni dello Stato perché beneficia impropriamente del cosiddetto contributo Cip6, destinato alle fonti “energetiche rinnovabili” (sole, acqua, vento…). Basta infatti ricordare che in Italia è attualmente in vigore una Legge, unica in Europa e in palese contrasto con le direttive europee, che consente allo Stato di sovvenzionare fortemente la produzione di energia attraverso l’incenerimento dei rifiuti, che essendo alquanto costosa, se non fosse incentivata con danaro pubblico, non avrebbe mercato. E’ appunto grazie a questa Legge che i gestori di inceneritori e i gruppi industriali come Moratti, Garrone, Falck che li costruiscono, possono fare grandi profitti, scaricando gli enormi costi di impianti assolutamente antieconomici;
8) E’ un sistema vecchio. L’inceneritore è un’invenzione di quarant’anni fa. I paesi più avanzati hanno smesso di costruirne di nuovi (a causa dell’inquinamento ambientale, dei costi economici…). In Europa si è passati da 405 inceneritori nel 1985 ai 300 di oggi. Solo l'Italia incentiva la costruzione di inceneritori. Nello stato di New York da oltre 20 anni non si costruiscono più inceneritori per rifiuti. L’inceneritore tanto vantato di Vienna sta per chiudere;
9) Non crea occupazione, anzi porterà a tantissimi licenziamenti. La scelta della tecnologia dell’incenerimento fa perdere posti di lavoro rispetto alla raccolta differenziata “porta porta” ed al successivo riutilizzo dei materiali recuperati. Inoltre, danneggia fortemente l’economia agricola, avvelenandone i prodotti coltivati nelle aree limitrofe. Il termovalorizzatore di Brescia è costato 300 milioni di euro e ha creato solo poche decine di posti di lavoro!
10) È ingordo. Per far funzionare l’inceneritore, non solo bisogna aumentare la produzione dei rifiuti da bruciare, scoraggiando la raccolta differenziata finalizzata al riutilizzo dei materiali, ma, dato che più l’impianto è grande e più crea profitto al gestore, si incoraggia l’importazione dei rifiuti, “regalando” alla popolazione sempre più fumi e nanopolveri (scorie pericolose). Ecco perché la Germania accettava i rifiuti della Campania: semplicemente per far funzionare i loro inceneritori che sono ormai da diverso tempo a rischio chiusura perché gli enti locali tedeschi stanno spingendo sulla raccolta differenziata spinta, il che si traduce in una forte riduzione dei rifiuti da dare in pasto agli inceneritori che così diventano antieconomici e rischiano la chiusura! Allora che cosa fare? Al prossimo articolo.

Commenti

  1. bruno sono dalla tua parte mai un inceneritore ad aiello......

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  2. bruno sono dalla tua parte mai un inceneritore ad aiello......

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